Si è spento il pittore Renato Reggiori
Aveva 72 anni. Un artista vero, poco amato dalla critica
Il suo viso perennemente corrucciato e al tempo stesso sorridente. La passione dell’artista e la delicatezza dell’uomo, l’una figlia dell’altra. Così ci piace ricordare Renato Reggiori (foto), un artista che ha dato moltissimo alla sua città, all’arte e a tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Se ne è andato sabato sera all’ospedale di Circolo, all’età di 72 anni. Nato a Caravate nel 1932, dopo gli studi classici, Reggiori frequenta l’Accademia di Brera, quale allievo di Gino Moro, e la Scuola d’arte superiore al Castello Sforzesco con Mantica. È però l’arte di Innocente Salvini, che ebbe modo di conoscere fin da ragazzo, che influisce sul suo linguaggio artistico.
I quadri e gli affreschi di Renato Reggiori parlano degli affetti, della famiglia e soprattutto della sua terra, stravolta nei colori ma non nell’essenza. Il suo segno passionale lo possiamo scorgere in un immenso murale all’uscita delle ferrovie dello Stato. Un gesto di bellezza e di accoglienza per i forestieri che entrano in città. E ancora a Barasso, a Velate e in molti angoli di Varese, impreziositi da scene della Bibbia o dai luoghi cari all’autore, Sacro Monte in testa. Sempre in armonia con l’ambiente, nonostante i colori forti: il giallo, il rosso e il verde, da lui tanto amati. « I colori – diceva l’artista – rendono il senso di calore, di spiritualità e solidarietà umana che emanano gli alberi, i casolari, gli animali e le figure da me dipinte».
Già, i colori. Croce e delizia di un’esistenza di artista confusa troppo spesso e inopportunamente con quella di Salvini. Reggiori non nascondeva, come è giusto che sia per un allievo, l’amore per la pittura del proprio maestro, ma l’aveva anche superata di slancio. «Nelle mie opere – scriveva Reggiori – il sottofondo musicale è il suono dell’organo, una delle mie tante passioni. Nelle opere di Salvini è invece la raffinata spiritualità di un canto gregoriano». Una cosa, però, il maestro e l’allievo avranno in comune: il medesimo destino di incomprensioni con la critica, cosa confermata da un carteggio privato tra i due.
Anche quando era già provato dalla malattia, Reggiori non perdeva la speranza e soprattutto la voglia di dipingere. Un mese prima di andarsene aveva detto: «Ora che non posso più dipingere con la mano sinistra, ho riscoperto l’intensità del colore non lavorato, non stressato dalla pennellata. L’essenza della pittura sta in un gesto immediato e sentito». La prova che Reggiori non ha mai smesso di cercare e di sperimentare nuove vie, con lo stupore e la freschezza che hanno solo i veri artisti .
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Tommaso Guidotti su Sulla ciclabile di viale Belforte serve fare chiarezza
Fabio Rocchi su Sulla ciclabile di viale Belforte serve fare chiarezza
principe.rosso su Ragazzini spaccano con un martelletto il vetro di un autobus di Autolinee Varesine, l'azienda: "Siamo esasperati"
robertolonate su Cade da un'impalcatura in un cantiere a Tradate, operaio soccorso dai vigili del fuoco
SABY24 su I genitori di un bimbo sono sordi, a Cocquio Trevisago una classe impara la lingua dei segni per la recita di fine anno
Felice su Rissa con bastoni e sassaiola alla stazione di Garbagnate: danneggiato anche un treno






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.