Edifici fatiscenti in città. Il sindaco minaccia l’esproprio
Tradate – Candiani scrive una lettera a diversi privati proprietari di edifici abbandonati: 30 giorni per presentare proposte operative
«O vengono sistemati quei vecchi edifici o li espropriamo, possiamo farlo». Dure parole del sindaco Stefano Candiani che ha scritto una lettera a diversi privati tradatesi, intimando letteralmente la sistemazione di alcuni stabili abbandonati. I privati hanno ora 30 giorni per contattare l’amministrazione. «È almeno un anno che l’amministrazione comunale impiega tempo ed energie per avere un confronto con i proprietari di queste aree – spiega esasperato il primo cittadino – Volevamo lavorare con i privati per il recupero di queste zone situate in pieno centro, ma un anno di incontri non hanno portato a nulla».
Nel mirino dell’amministrazione comunale vi sono quindi gli edifici in disuso della Piazza San Pietro e Paolo, la cui ristrutturazione permetterebbe l’ampliamento del sagrato della chiesa parrocchiale di Abbiate Guazzane. Ma non solo: sempre ad Abbiate un altro edificio fatiscente vicino alla banca di via Dante e l’edificio abbandonato dell’ex Mattone in pieno centro di Tradate, proprio su corso Bernacchi.
Ultimamente l’amministrazione comunale e il sindaco Stefano Candiani, che recentemente ha tenuto per sé la delega all’urbanistica, stanno lavorando molto con i privati per il recupero delle aree dismesse, o molto vecchie, della città. «La filosofia dell’amministrazione – spiega Candiani – è quella di incentivare l’intervento dei privati, naturalmente nei limiti del Piano Regolatore Generale. Dove fosse possibile, siamo persino disposti a variare lo strumento urbanistico per recuperare aree fatiscenti. Ma adesso siamo stufi: con questi privati abbiamo effettuato un anno di incontri infruttuosi. A tutt’oggi non vi è alcun progetto concreto. Il degrado di questi edifici costituisce anche un pericolo per l’incolumità delle persone. Qualora non giungano proposte operative entro 30 giorni, saremo costretti ad agire direttamente, nel caso specifico ordinando la demolizione degli edifici e avviando le pratiche per l’esproprio».
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