Nuovo coach, vecchia Cimberio: ancora una disfatta
A Brindisi i padroni di casa dominano in lungo e in largo (96-70) una squadra incapace di fare fatica e di difendere il proprio canestro. L'unico sussulto è il -8 del terzo periodo, prima e dopo è notte fonda
Fatica, questa sconosciuta. I comodi giocatori della Cimberio si guardano bene dallo sbucciarsi le ginocchia, dal piegare la schiena, dal gettare il metaforico cuore oltre l’ostacolo nella partita di Brindisi, la prima dal cambio in panchina tra il babau Frates (che di colpe ne aveva, ci mancherebbe) e coach Stefano Bizzozi. In Puglia i padroni di casa dominano in lungo e in largo, vincono di 26 punti (96-70), condannano Varese all’ennesima figuraccia della stagione e buon per la Cimberio che in zona retrocessione perdano tutte le dirette rivali.
Chi si aspettava una prova almeno gagliarda da parte dei biancorossi è
Una disfatta su tutti i fronti, nata anche da un atteggiamento irritante: mai si è visto un aiuto difensivo efficace, un canestro di rabbia, neppure un accenno di stizza che sarebbe per lo meno un segnale di vitalità. No, questa squadra ha bissato un’altra volta il copione della sconfitta larga e messo nuova apprensione nei tifosi che credevano, o almeno speravano, di vedere una reazione all’esonero del mai amato Frates. Il tutto al cospetto – giustissimo ricordarlo – di un’Enel che gioca un altro campionato per classe e intensità e che ha dimostrato una volta di più di valere le zone altissime della graduatoria. Quelle occupate da squadre contro cui la Cimberio ha inesorabilmente perso ogni volta che è scesa in campo.
COLPO D’OCCHIO – Solito tutto esaurito al PalaPentassuglia, impianto troppo piccolo per contenere l’entusiasmo del pubblico di Brindisi che sta vivendo una stagione da favola. Poco importa che l’Enel abbia perso la testa della classifica a favore di Milano: in Puglia non vogliono lasciare nulla di intentato, hanno fatto del proprio impianto un fortino duro da espugnare e ci tengono a far sentire grande calore attorno alla squadra. Un tentativo fatto anche dalla decina di ultras biancorossi giunti fino a Brindisi per assistere alla prima della Cimberio senza Frates al timone.
PALLA A DUE – Cambia l’allenatore, non il quintetto di Varese: Bizzozi propone come al solito i quattro americani più Polonara in ala forte. Bucchi ha da oggi a disposizione il play di passaporto maltese Jackson ma a sua volta si affida a quello che è lo starting five delle ultime partite, con James e Zerini lunghi e Chiotti confinato in panchina.
LA PARTITA – Il primo quarto sembra quello giocato da Varese contro Sassari, sette giorni prima, e non può certo essere un buon auspicio. La Cimberio corre, trova in Ere il proprio bomber e mette più volte la testa avanti nei primi minuti: il 12-16 però è vantaggio effimero e da lì a fine periodo saranno guai perché James è inarrestabile e pure Zerini porta a spasso Polonara e Sakota per il 27-19 del 10′.
Bizzozi prova a variare i quintetti e le difese senza però trovare quella che può rallentare i pugliesi, abili a punire le troppe disattenzioni della Cimberio. Sono Lewis e Todic i protagonisti del secondo periodo in cui Varese continua a trovare pochissimo sui due lati del campo (male Johnson e Banks che forza molto) fino a scivolare sul -18 alla pausa lunga, risultato che è già una sentenza (48-30).
Dopo l’intervallo si vede, ma solo per qualche minuto, il volto buono della Cimberio che trova un po’ di solidità difensiva e arma il braccio di Clark dall’arco dei tre punti. Sono però soprattutto gli slalom di Banks a permettere un rientro quasi inatteso nella scia di Brindisi. I biancorossi toccano in un paio di occasioni il -8 (55-47, 59-51) ma al primo errore vengono ricacciati indietro con Brindisi che non si fida e allora fa le cose per bene. Al 30′ l’Enel è di nuovo avanti nettamente (70-54) grazie a Dyson e James che si caricano sulle spalle i biancoazzurri locali.
IL FINALE – Un assalto all’arma bianca, forse l’unica possibilità di girare la partita, non è nelle corde di questa Cimberio che a parte un paio di canestri di Sakota non produce granché e si affida solo al tiro pesante quando si presenta in attacco. Ne risente Linton Johnson che non riceve palloni giocabili e quando li ha, li sbaglia inesorabilmente. L’unico a trovare il canestro è Clark, ma le sue triple servono solo ad aggiustare le statistiche, non a riavvicinare una Varese che anzi prende la pericolosa china che può portarla a un altro -30, ad altri 100 punti subiti. “Obiettivi” mancati di pochissimo, ma è chiaro che il 96-70 conclusivo non cambia di una virgola un giudizio pesantissimo per questa Cimberio, chiamata tra sette giorni a una vittoria scaccia-paure contro Montegranaro. Derelitta economicamente, ma da ammirare sul piano dell’impegno dei giocatori, proprio il contrario di Varese.
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