Dia a Malpensa, un’interrogazione chiede la riapertura dell’ufficio
La deputata Pd Maria Chiara Gadda ha presentato un'interrogazione in commissione al ministro dell'Interno Alfano e al responsabile dell'Economia Saccomanni: "L'aeroporto è in un territorio dove è presente la criminalità organizzata"
«La decisione di chiudere il presidio della DIA presso l’aeroporto di Malpensa è incomprensibile e sbagliata. Si tratta non solo di uno fra gli scali più importanti d’Europa, ma purtroppo, come denunciato dallo stesso Ministero dell’Interno e dalle forze dell’ordine, anche fra quelli maggiormente interessati dal traffico internazionale di stupefacenti, tanto che si stima che ben il 60% dei traffici di droga siano legati a Malpensa. La decisione appare tanto più grave in vista dell’Expo 2015 e dalla necessità di preservare i lavori da ogni possibile infiltrazione della criminalità organizzata. La presenza delle mafie si è già palesata purtroppo anche in provincia di Varese e in alcuni comuni limitrofi all’aeroporto e alla futura sede dell’Expo. Si chiede un intervento urgente dei Ministri dell’Interno e dell’Economia per verificare la possibilità di revocare la chiusura del presidio della DIA di Malpensa e al contempo la disponibilità di risorse per mettere in campo tutti gli strumenti necessari per rendere più efficace il contrasto alla criminalità organizzata nel territorio Lombardo, soprattutto nella prospettiva dell’Expo 2015, evento in cui i riflettori di tutto il mondo si accenderanno sul nostro paese», così Maria Chiara Gadda, esponente del PD, presentando un’interrogazione parlamentare in Commissione ai Ministri Alfano e Saccomanni.
Nell’interrogazione sottoscritta anche dal collega Pd Angelo Senaldi e dai parlamentari di Movimento 5 Stelle e Sel si evidenziano i vari punti per i quali la chiusura della Dia di Malpensa, avvenuta per ragioni di ottimizzazione economica, appaia del tutto incomprensibile. Una scelta contraria alla necessità del rafforzamento della presenza della DIA sul territorio lombardo, vista l’importanza strategica del sito e come sottolineato anche dalle organizzazioni sindacali Silp-Cgil “foriera di un preoccupante segnale che di certo non incoraggia la lotta contro la criminalità organizzata”. Le stesse preoccupazioni, si legge sempre nell’interrogazione, emergono anche nell’ ultima relazione della Commissione parlamentare antimafia. In particolare nelle indagini Infinito e Bad Boys condotte negli ultimi anni dalle forze dell’ordine è emerso in modo ripetuto e chiaro il legame fra le cosche legate alla criminalità organizzata e il territorio limitrofo a Malpensa. La Lombardia è inoltre la prima regione del nord per numero di reati legati alle ecomafie secondo quanto contenuto nell’ultimo rapporto Ecomafia di Legambiente.
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