«Ci ha oltraggiati», Cassani ricorre in appello
L’uomo, 38 anni e disabile, assolto lo scorso marzo dopo un battibecco in piazza con sindaco e vigili. Ora la Procura ha impugnato il provvedimento
La Procura di Busto Arsizio ha impugnato la sentenza del tribunale pronunciata lo scorso 14 giugno con la quale veniva assolto un cittadino rumeno di 38 anni, disabile, dai reati di “oltraggio a pubblico ufficiale“ e “oltraggio a corpo amministrativo“.
I fatti si riferiscono a quanto avvenuto all’ora di pranzo del 26 settembre 2017 quando l’imputato avrebbe offeso “l’onore e il prestigio” dei vigili “nell’esercizio delle loro funzioni” e del sindaco “in qualità di corpo amministrativo’ dando vita a una manifestazione di protesta fuori dalla sede del Comune accompagnata da improperi: `Ti ammazzo figlio di …, sei un razzista di …, sindaco di …, questo è un Comune di …, tutti i gallaratesi sono figli di …, bastardi, razzisti di …, voglio una carrozzina nuova, mi fate schifo”. Parole non sufficienti per condannarlo a due mesi e 15 giorni di reclusione, come chiesto dalla Procura.
Lo scorso 24 luglio dunque la Procura ha depositato alla Corte d’Appello di Milano il ricorso nel quale vengono contestati tre motivi d’appello: «L’erronea interpretazione dell’articolo 342 del Codice penale» (Oltraggio a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario), «l’omessa e l’erronea valutazione delle prove confluite in atti con riferimento alla fattispecie delittuosa» sempre dello stesso articolo e l’omessa motivazione in merito all’assoluzione dell’imputato dal reato previsto dall’articolo 341 del Codice penale (Oltraggio a pubblico ufficiale).
Il legale del comune di Gallarate, avvocato Davide Brusadori aveva richiesto alla Procura «di proporre l’impugnazione» della sentenza, di fatto molto discussa ai tempi della pronuncia proprio dallo stesso sindaco Andrea Cassani, che qualche giorno fa dalla sua pagina commentò: «Per fortuna c’è ancora qualche pubblico ministero che fa valutazioni giuridiche e autonomamente appella le incommentabili sentenze politiche di qualche giudice monocratico. Ringrazio la PM anche a nome degli agenti di polizia locale insultati e minacciati. Ora vediamo cosa farà la Corte d’Appello di Milano…».
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