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Negozi e spreco energetico

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Negozi  e spreco energetico
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30 Novembre 2022

Egregio Direttore,
trovandomi a passare per alcune vie del centro e in particolare per via Aldo Moro e C.so Matteotti ho notato con disappunto che diversi negozi, soprattutto le catene, tengono le porte di ingresso aperte con il riscaldamento acceso ad alta temperatura, al punto che si percepiscono soffi di calore fin sulle soglie.

Poiché la recente normativa ha stabilito una riduzione del riscaldamento conseguente alla necessità di contenere il consumo energetico, tale comportamento di alcune attività commerciali, probabilmente indotto dagli imperativi del marketing, appare, oltre che profondamente ottuso date le circostanze, addirittura provocatorio.

Non ritiene opportuno il Sindaco di emettere, almeno per una questione di decenza, un’ordinanza che vieti il perpetrarsi di tale inaccettabile condizione? Basta fissare un principio semplicissimo: con porte aperte riscaldamento obbligatoriamente spento, con porte chiuse possibilità di riscaldamento acceso, naturalmente entro i limiti di temperatura di legge, che in questo momento valgono per tutti gli umani.

Ermanno Cristini

Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Non le è ancora chiaro sig. Ermanno che i “consigli” dei nostri grandi leader valgono solo per i disgraziati o i cittadini fessi che ancora si ostinano a rispettare le regole (come pagare ostinatamente le tasse) e/o non detengono di grandi disponibilità economiche.
    La Fashion Victim non può entrare nel negozio toccando il vile metallo di una maniglia ma deve fluttuare avvolta dal calore che le ricorda i Caraibi.

    1. Cristiano Fiocchi
      Scritto da Cristiano Fiocchi

      Si chiama lama d’aria. In realtà fa risparmiare. Leggere, informarsi e poi scrivere!

  2. Scritto da albe88

    Che sia la bottega o la grande catena, credete veramente che si divertano a buttar via i soldi? In un momento tragico per il commercio con costi energetici alle stelle e una sottile e celata recessione che ha già permeato tutto il settore, l’ultima cosa che vorrebbe un negoziante è sprecare energia (termica ed elettrica).
    Per fronteggiare il commercio on-line si devono anche adottare tecniche di marketing che lavorano sull’accoglienza del punto vendita, ottenibile, per esempio, con l’apertura fissa dell’entrata ed ovviamente proponendo un ambiente confortevole. Se poi come evidenziato dal sig. Cristiano ci sono soluzioni che consentono, contrariamente alla superficiale apparenza, di contenere i consumi, il discorso cade.
    È vero che la crisi energetica riguarda tutti ma la crisi economica incide prima sui settori produttivi come il commercio. Ricordiamoci che i nostri redditi, anche di lavoratori dipendenti, sono sempre legati alla situazione economica generale di tutto il paese.

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