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Si allo sport ma non agli eccessivi disagi

Tre Valli Varesine 2018 - La corsa e l’arrivo
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9 Ottobre 2018

Caro direttore di Varesenews
Le scrivo per chiedere a lei e a chi vuole il bene del nostro territorio (bene sociale, economico, ambientale ecc.) se è corretto chiudere le strade principali dell’intero nord provinciale nelle occasioni di Granfondo + Mondiali Granfondo + 3 Valli + Granfondo 3Valli, sperando di aver citato correttamente tutti e quattro gli eventi che hanno imposto alle nostre zone ordinanze di chiusura abbastanza imbarazzanti.

Chi scrive è un appassionato di sport e fautore di eventi che possano portare tra la gente le numerose discipline che possono animare ed attivare un territorio, ho ben presente l’indotto che tali eventi possono recare alla nostra provincia ma penso di saper bene anche quali danni. Mi pongo delle domande soprattutto in merito all’imbarazzate sbilanciamento della situazione creatasi. Nell’arco di un mese per quattro volte sono state chiuse non le strade secondarie o quelle montane con meno affluenza bensì le principali vie di traffico. Potrei concepire di rintanarmi in casa la domenica – sebbene il piacere mi porterebbe a bazzicare altrove- ma trovo irrispettoso che nelle giornate infrasettimanali di sia questo ennesimo blocco. Strade chiuse e scuole chiuse. Personalmente dovrò prendere un giorno di ferie perché tutte le scuole di Varese, compresa quella frequentata da mia figlia, saranno chiuse. Non vengano i buonisti a farmi la manfrina del “almeno ti godi un giorno con tua figlia”. Quello è un altro discorso.

Dico solo, per concludere: se per il ciclismo la provincia viene congelata per 4 giorni interi (e si badi bene, non solo per eventi professionistici come i mondiali di dieci anni fa o per la 3Valli) , perché poi tanto clamore quando per un rally l’anno si impedisce di accedere al Cuvignone per un paio d’ore? lo dico da appassionato di auto, si capisce, ma lo stesso vale per le moto, per le maratone, le corse podistiche, i cortei o per tutti coloro che vogliono far valere il loro sport o le loro attività. Non si crea un precedente scomodo nel monopolizzare le strade in maniera così forte?

Un appassionato sportivo… con qualche ma.

Commenti

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  1. Scritto da pulun

    si sa, tra gli sportivi amatoriali, i ciclisti sono i più fanatici, con le loro biciclette ipertecnologiche e gli abitini aerodinamici, a immagine e somiglianza di quelli che avrebbero voluto essere, di quei corridori professionisti che tutti gli anni affrontano le salite del Bel Paese.
    E li imitano in tutto, basti pensare che il vincitore dell’appena concluso mondiale GranFondo amatoriale è stato beccato positivo al doping !
    E meno male che si tratta di sportivi hobbisti…altrimenti che farebbero ?
    Ma, oltre agli aspetti psico-farmacologici, consideriamo quelli più visibili: ma vi pare logico chiudere per 4-5 ore un’arteria fondamentale come la SP1, per due domeniche in un mese, coi milanesi incanalati per dirigersi ai laghi ??
    Ma, se proprio si doveva fare, ma perchè non chiudere le strade solo per un periodo più breve ??
    Io comprendo i disagi recati dalla Tre Valli, una corsa comunque importante che dà visibilità alle nostre bellissime zone, ma non sono disposto ad accettare che la mobilità di migliaia di persone sia ostacolata in questo modo, per delle manifestazioni che non dovrebbero nemmeno svolgersi (ma siete o non siete amatori, per definizione non competitivi ?!) e con un importanza pari a zero.
    Beh, come diceva il Drugo, “Tu trova la persona che ne trae beneficio e,e, insomma…”, si possono capire molte cose sugli interessi in gioco che alimentano il perchè di assurde manifestazioni.
    Ah, un’ultima osservazione: invece di realizzare tratti di ciclabile inutile (il secondo Piccolo Stelvio tra Schiranna e Casbeno), perchè non sistemare la ciclabile del lago, una delle più belle d’Italia, che versa in uno stato di quasi totale abbandono ?
    Cordiali Saluti
    Roberto

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