Donato Greco

Donato Greco

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I miei commenti (5)

  1. (IN)UTILITA’ DELLA NUOVA CICLABILE IN CITTA’

    Dopo l’azzeramento dei parcheggi liberi, guarda caso in agosto dell’anno scorso, e la conseguente imposizione dell’abbonamento annuale per i residenti e quello mensile per i lavoranti in zona, di non poco conto visto i costi. Dopo i soldi sprecati per riverniciare tutte la strisce blu e installare nuove “macchinette” per pagare il parcheggio, l’attuale sindaco di Varese Davide Galimberti e tutta la sua giunta ha pensato bene di infliggere un ulteriore disagio nei confronti dei residenti dei lavoranti e chi per qualsiasi motivo si trova nella zona di Casbeno.

    Galimberti e giunta sono i responsabili dello scempio che si sta attuando ai danni di un insieme di tratturi e sentieri nei campi che verranno resi pubblici e ciclabili, l’imbottigliamento della circolazione stradale causato dal carosello continuo alla ricerca di un parcheggio che non c’è più, la prevaricazione del contesto commerciale effettuato ai danni dei commercianti e degli enormi disagi dei residenti per aver fatto “scomparire” 70 parcheggi auto, un paio per disabili e un carico e scarico merce.

    La necessità di tali parcheggi è indiscutibile e vitale sia per i residenti, per i commercianti e sia per chi usufruisce di tutte le numerose strutture pubbliche e private in zona. Tra le quali la Questura, la Prefettura, la Chiesa di S. Vittore in Casbeno, 2 scuole materne, scuole elementari e medie, 5 Istituti e Licei statali, Archivio di Stato, Poliambulatorio Di Viale Monterosa, Aler e varie attività commerciali tra cui 2 Bar, Tabacchi, Edicola, 2 Ristoranti, 1 Ristorazione d’asporto, Istituto Bancario, Studio Commercialista, Gommista, Cartolibreria, Officina auto, Merceria, Lavanderia, Fruttivendolo ecc.

    Tali sconsiderate decisioni hanno fortemente penalizzato i residenti che nelle giornate feriali, visto anche le decine di strutture pubbliche in loco, non trovano neanche un posto per parcheggiare vicino casa costringendoli ad un giro ripetitivo ed infinito alla ricerca di un parcheggio, causando ulteriore “imbottigliamento” stradale ed un infinità di inquinamento in più. Alla stessa sorte son destinati anche i vari lavoratori locali, dipendenti statali e privati nonché le centinaia di genitori che accompagnano i figli a scuola.

    Anche i commercianti di Casbeno sono stati ulteriormente danneggiati, oltre la già precaria situazione economica italiana, da un giorno all’altro si sono visti dapprima eliminare i parcheggi gratuiti con l’introduzione degli stalli a pagamento e dopo con l’eliminazione totale degli stessi. Naturalmente senza la possibilità di avere a disposizione un parcheggio nell’immediatezza dell’esercizio commerciale la clientela ha preferito migrare verso altri centri commerciali con parcheggio facendo diminuire drasticamente gli incassi giornalieri.

    Per rendere ancora più incisivo il disagio oltre all’eliminazione dei parcheggi sono stati posti, solo da un lato di Viale XXV Aprile, dei cordoli in cemento abbastanza alti che dovrebbero proteggere i ciclisti in salita verso il centro, mentre per quelli che scendono verso il lago non hanno nessuna protezione, probabilmente la giunta di Galimberti ha deciso che chi sale è protetto e chi scende no. Tornando al discorso dell’ulteriore disagio di fatto è stata eliminata qualsiasi possibilità di fermata per i mezzi che trasportano merci ai negozianti della via, costringendoli a parcheggiare non si sa dove e a trasportare a mano anche pesanti colli.

    E IL TUTTO PER COSA?

    Per una nuova pista ciclabile tutta in arrampicata, che solo sportivi professionisti possono percorrere, che parte dal lago di Varese e si inerpica verso il centro città attraversando incontaminati luoghi sottratti alla natura e importanti arterie cittadine già al collasso circolatorio. Ciclabile che, vista la morfologia delle strade che salgono dal lago, verrà percorsa solo da una decina di bici settimanali nei tre mesi “estivi” e forse zero in quelli “invernali”.

    Per un utilizzo di bici per mobilità in Varese scarsissimo, dato dimostrato anche dal ritiro di quelle bici gialle, famose in tutto il mondo, che avevano distribuito in città per il noleggio.

    DESTINIAMO IL DANARO PUBBLICO ALLE OPERE GIA’ ESISTENTI!

    La Pista ciclabile che circonda il Lago di Varese con i suoi 28 km pianeggianti è una straordinaria e utilissima opera che soddisfa il bisogno di sport, relax, e svago di grandi e piccini a passeggio, in bici, di corsa o sui pattini a rotelle. Utilità ampiamente dimostrata dalle centinaia di persone che la frequentano ogni giorno nei periodi estivi e nei weekend anche nei periodi invernali.

    Con il passare del tempo, del clima, della normale usura e per azioni di sconsiderati vandali la pista è abbandonata ad un degrado galoppante. Nel percorrerla bisogna stare attenti alle insidie celate lungo il percorso tra fondo stradale inesistente, celato o tempestato di buchi, palizzate divelte e buttate nelle acque stagnanti, erbacce alte anche un metro che si uniscono fino a nascondere la pista stessa, indicazioni inesistenti e inspiegabili pali piantati a bordo pista, ma pericolosi quanto basta.

    Nelle medesime condizioni versa anche la famosa ciclabile del Campo dei Fiori che anche se destinata ai più sportivi è veramente un salto agli ostacoli, a detta degli stessi frequentatori sostengono di aver paura di percorrerla da soli o nelle giornate ombreggianti in quanto tra un’insidia e l’altra c’è il serio pericolo di farsi male.

    Visto quanto sopra descritto a nostro modesto parere la nuova pista ciclabile è inopportuna al contesto, alla necessità di mobilità per le attività pubbliche, per il commercio, per i residenti ed in fine per i lavoranti in zona. Contribuisce smisuratamente all’innalzamento dei gas di scarico degli automezzi costretti a caroselli infiniti nella esasperata ricerca di un PARCHEGGIO. Questo ennesimo spreco di 1.200.000 euro di danaro pubblico si poteva evitare o sarebbe stato auspicabile spenderlo per preservare le opere già esistenti.

    Cordiali saluti
    Donato Greco

    in Boldetti: “La pista ciclabile in via XXV Aprile è una c…a pazzesca”

    2 settembre 2018 alle 0:12
  2. La nuova pista ciclabile è inopportuna al contesto, alla necessità di mobilità per le attività pubbliche, per il commercio, per i residenti ed in fine per i lavoranti in zona. Contribuisce smisuratamente all’innalzamento dei gas di scarico degli automezzi costretti a caroselli infiniti nella esasperata ricerca di un PARCHEGGIO. Questo ennesimo spreco di 1.200.000 euro di danaro pubblico si poteva evitare o sarebbe stato auspicabile spenderlo per preservare le opere già esistenti.

    in Boldetti: “La pista ciclabile in via XXV Aprile è una c…a pazzesca”

    2 settembre 2018 alle 0:18
  3. Grazie direttore per aver pubblicato le nostre lettere di diniego alla nuova pista ciclabile ma nel contempo esortavano la manutenzione di quelle già esistenti. E’ servito a qualcosa.

    in Al via i lavori per sistemare le piste ciclabili

    18 settembre 2018 alle 23:28
  4. Venga a contare quanti ciclisti “urbani” salendo da Capolago passano da Viale XXV Aprile e se il quantitativo transitato colma l’ira dei migliaia di utenti penalizzati per dar spazio al sogno di una ciclabile dove la morfologia del territorio ed il clima non sono certamente favorevoli. Ps i ciclisti professionisti, gli unici in grado di valicare il Mirasole o Corridoni, non utilizzeranno mai una ciclabile incuneata tra cordolo e marciapiede rischierebbero la vita.
    Distinti saluti

    in Il pericolo della ciclabile di via XXV Aprile non è il cordolo

    28 settembre 2018 alle 17:28
  5. Credo che ormai sarebbe stato meglio posticiparli alla prossima primavera. Visto la pioggia e l’inverno incombenti non credo ci sia tutta questa urgenza di spendere i 240,000€, anche perché gli utenti in inverno scarseggiano ed i restauri verrebbero esposti alle intemperie invernali per nulla.

    in Via le erbacce dalla ciclabile sul lago: partiti i lavori

    9 ottobre 2018 alle 20:28

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