“I Triangoli viola”, testimonianza di un eccidio

Dal 26 gennaio al 2 febbraio una mostra per ricordare gli oltre 20.000 Testimoni di Geova perseguitati durante il nazismo

L’Olocausto è stato certamente il momento più terrificante della storia del XX secolo. Tutti sono a conoscenza di quali sono state le proporzioni dell’eccidio perpetuato dai nazisti contro gli ebrei di tutta Europa, costato quasi sei milioni di vittime. Ma i nazisti non perseguitarono soltanto gli ebrei. Nei campi di sterminio vennero, infatti, internati anche zingari, omosessuali e i testimoni di Geova.
 

Per ricordare la tragedia di questi ultimi, sarà allestita a Milano a partire dal 26 gennaio, nella Sala Viscontea del Castello Sforzesco, una mostra nella quale saranno esposte fotografie, documenti e audiovisivi che testimoniano la persecuzione nazifascista contro i testimoni di Geova. "I Triangoli viola", questo era il simbolo cucito sulle loro uniformi, vennero imprigionati, perseguitati e uccisi per la loro radicale opposizione al regime nazista, poiché si rifiutarono di lavorare nell’industria bellica, di arruolarsi nell’esercito e di dare appoggio alle direttive del regime. I numeri parlano chiaro: oltre 20.000 furono i perseguitati, di questi 10.000 vennero rinchiusi nei campi di concentramento già a partire dal 1933. Ne morirono circa 5.000. 

La mostra, che verrà inaugurata il 26 gennaio alle 10 nella Sala Viscontea, è rivolta a tutta la cittadinanza in generale, ma in modo speciale alle scuole. Gli alunni potranno così conoscere una storia dimenticata, della quale parleranno alcuni sopravvissuti, tra i quali Leopold Engleitner , al quale è dedicato il documentario "Mai e poi mai – Leopold Engleitner: Scelse un’altra strada!", che aprirà l’esposizione. Il documentario, del regista Bernhard Rammerstorfen, racconta la storia di questo importante testimone della persecuzione dei testimoni di Geova. Engleitner, (ora novantasettenne) era un bracciante agricolo austriaco, che fin dall’avvento del nazismo si oppose pacificamente alla violenza, all’oppressione e all’ideologia nazista, motivo per il quale venne arrestato e internato nei campi di concentramento di Buchenwald, Niederhagen e Ravensbruck. All’interno della manifestazione verranno anche esposti gli acquarelli dell’ex deportato Johannes Stayer.

L’obbiettivo dell’iniziativa, che non ha carattere confessionale è quello di impedire che le vicende delle vittime della persecuzione non cadano nell’oblio. Infatti come per i rom e gli omosessuali, la Storia non ha concesso molto spazio nel ricordare i testimoni di Geova, a cui con difficoltà viene attribuito il titolo di "vittime dell’Olocausto".

Per informazioni:
Ufficio stampa Testimoni di Geova: 039. 464144

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 gennaio 2003
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