Lavoro minorile, il no delle istituzioni

Gallarate – Sabato 15 maggio convegno sul lavoro minorile organizzato da Cgil, Cisl (Varese e Ticno Olona) e Uil, con testimonianze dirette di alcuni bambini già ospiti del "Children world congress on child labour" di Firenze

Sono circa 246 milioni in tutto il mondo i bambini sfruttati a tempo pieno, invece di andare a scuola, giocare, crescere. C’è chi è “usato” come schiavo, chi diventa mini bracciante per i campi di cotone, chi viene mandato in miniera o in fornace.
E’ un fenomeno, quello dello sfruttamento minorile, che non ha confini. Se ne è parlato e discusso per la prima volta a Firenze al “Children’s World Congress on Child Labour”, organizzato dall’associazione Mani Tese e dai sindacati confederali.
Fenomeno che è presente, anche se in dimensione decisamente meno rilevante, anche nella nostra provincia, dove finora sono emersi circa 50 casi legati allo sfruttamento minorile. «Un dato da considerare come parziale – spiega Umberto Colombo della segreteria Cgil – in quanto il lavoro minorile è da abbinare molto spesso al lavoro nero, quindi non è facile venire a conoscenza in maniera ampia e completa del fenomeno».
E’ quanto è emerso nella conferenza stampa indetta questa mattina dalla Provincia di Varese in collaborazione con i sindacati federali, per presentare le iniziative sul tema che sono state organizzate a livello locale.
Collegato al Congresso di Firenze vi è per esempio un convegno, organizzato dalla Cgil-Csl-Uil per sabato 15 maggio a Gallarate, nella Sala Scuderie Martignoni, dal titolo “Lavoro minorile: lui dice basta e tu?”, a cui parteciperanno, oltre che a esponenti del mondo sindacale, anche alcuni ragazzi fra i 300 che hanno partecipato al congresso fiorentino. Ragazzi, liberati dallo sfruttamento del lavoro minorile, che testimonieranno quali inumane condizioni, ancora oggi, troppi bambini sono costretti a sopportare in tutto il mondo.

«La provincia non poteva non partecipare, con il proprio patrocinio, a un’iniziativa come questa davvero importante sul piano sociale – ha affermato Andrea Pellcini, assessore provinciale al Lavoro e Formazione Profesisonale – Oggi siamo qui per salvaguardare il diritto allo studio di tutti i ragazzi e la dispersione scolastica. Occorre lavorare insieme per fare in modo che i ragazzi non vengano sfruttati, ma vadano a scuola».
Un lavoro di sensibilizzazione, quello che i sindacati stanno portando avanti sul fenomeno del lavoro minorile, a cominciare dalla scuola.
«Tra le iniziative che abbiamo in programma in tale senso – dice Gianluigi Restelli della Cisl Varese – vi sono alcuni incontri con i ragazzi delle scuole. In particolare abbiamo già incontrato i ragazzi dell’Itis-Ipsia di Varese e vedremo tra oggi e domani anche gli studenti dell’Itpa di Busto e dell’Ipsia di Gallarate. Incontri dai quali sono emersi tre aspetti: l’importanza di richiamare l’attenzione sul diritto all’istruzione; le azioni concrete che i ragazzi potrebbero intraprendere, come il boicottaggio di alcune marche di prodotti, che sfruttano il lavoro minorile, fino all’idea che il fenomeno non può essere disgiunto da un sostegno alla famiglia, necessario».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 maggio 2004
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