La musica come liberazione

"Les choristes - I ragazzi del coro" è uscito solo a nel multisala Metropolis di Castelletto. Un film intenso ed emozionante

Il cinema risente delle paure, angosce ed ansie di un’epoca. Lo fa esorcizzandole con tanta fantascienza o il recupero di pezzi di storia. Ma sempre più spesso ne esalta gli aspetti più bui. 
"Les Choristes" di Christophe Barratier è una storia cheb potrebbe infilarsi in questo settore, ma senza strafare il regista lascia un grande messaggio d’amore e di speranza.
I bambini del film sono ioncantevoli, veri, cattivi, terribili, ma anche dolci, semplici, delicati.
"Les Choristes" è un bel film. Delicato, commovente, emozionante. Un film dalal storia già vista, sentita, senza grandi trovate. Si ispira ad un altro film francese del 1945, "La Cage aux rossignols" di Jean Dreville.
È la storia di un collegio in cui le regole sono ferree e dove la violenza e i soprusi sono il pane quotidiano. Il direttore è preoccupato solo della sua carriera e di mantenere un ordine costruito con il terrore. Nessuna speranza e nessun proposito educativo. Un castello freddo, brutto, decadente e senza niente che possa far pensare ad alcuna speranza di riscatto per centinaia di bambini, molti dei quali orfani. Tutto questo finché non arriva il nuovo sorvegliante Clement Mathieu, interpretato da un fantastico Gerard Jugnot. Il musicista senza lavoro entra subito in contrasto con il direttore, ma riesce a spuntarla sulla possibilità di far cantare i ragazzini in un coro.
Sarà un successo. Giorno dopo giorno la capacità dei piccoli cantori cresce fino a risultati strepitosi.
Il film commuove, incanta, grazie anche a queste voci che si elevano a raggiungere davvero i cuori. Le storie dei bambini si sviluppano con dolcezza, ma anche grande realismo. Il regista non cade nella trappola del facile sentimentalismo.
Una lezione educativa che mette al centro i sentimenti dei più piccoli e il contrasto tra la rigidità che ha sempre bisogno di regole e violenza e la liberazione che può arrivare dalla musica.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 ottobre 2004
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