Sufficienza per Hervé, in festa all’Ipsia

Arriva a Gallarate la prima pagella del piccolo camerunense adottato a distanza dai ragazzi dell'Ipsia

Passable. Passable. Assez bien. Una pagella, in francese, per la precisione. Ma non si tratta di quella di un ragazzino di Gallarate ma di un giovane che arriva dall’Africa. E’ la pagella di Hervé Bogmis, il bambino di Yaoundé, capitale del Camerun, che i ragazzi dell’Ipsia di Gallarate hanno adottato nello scorso maggio (vedi articolo), e che ha terminato la prima elementare.
I padri del Laboratorio Missionario Beato Mazzucconi di Lecco hanno voluto inviarne copia a Gallarate per dimostrare in concreto quanto voglia dire anche un piccolo aiuto come i circa 60 euro mensili che i ragazzi versano per il mantenimento di Hervé, più i soldi raccolti durante il mercatino tenuto in maggio, di cui ancora 150 euro sono a disposizione. Con questa modesta somma il ragazzino ha potuto vedersi pagare la quota di iscrizione, le vaccinazioni di base e due pasti al giorno, «un privilegio che solo il 27% dei bambini del Camerun possono permettersi» fanno notare i missionari nella loro lettera.

Le notizie sono giunte in Italia dal lontano paese centrafricano insieme a padre Maurizio Bezzi, responsabile degli adottati a Yaoundé, di ritorno "alla base" per un breve periodo di riposo. Tra le nuove riportate da padre Bezzi vi sono le inclinazioni artistiche del piccolo Hervé, che alle materie didattiche sembra prediligere il disegno in tutte le sue forme…
A raccontarci come è avvenuta l’adozione di Hervé sono proprio i ragazzi della terza chimici dell’Ipsia di Gallarate: Daniele Bertoni, responsabile del progetto "Ipsia per una vita migliore", insieme a Debora Bolognini e Valentina Salvalaggio, oltre al loro professore di laboratorio di chimica Mario De Carlo. «Alla fine del 2003 abbiamo pensato a un’adozione, su suggerimento del prof, che conosceva la responsabile di questi missionari» ricorda Daniele. «Avevamo la possibilità di scegliere fra tre bambini adottabili, uno in Brasile, una in Asia – non ricordo che Paese, però – e Hervé». Scelsero proprio lui, e ora sono felicissimi di vedere la sua pagella e di sapere che, grazie al loro piccolo contributo, il piccolo camerunense sta avendo la sua opportunità nella vita.

Il professore De Carlo è una sorta di padre putativo per i suoi studenti. «Abbiamo organizzato non molto tempo fa incontri con i Padri Comboniani e con Emergency, che rivedremo anche in questo anno scolastico. Ora vorrei coinvolgere anche la prima chimici per raccogliere fondi a favore di Medici senza Frontiere, magari con un altro mercatino».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 ottobre 2004
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