Birra e SMS: le mille facce di San Patrizio

Parliamo di una festa che sa di Irlanda, che oggi sfrutta il web, e che potete vivere anche a Varese...

17 Marzo, è il giorno di San Patrizio, cosa vi viene in mente? Birra, ovviamente. Ma questa festa, ormai celebrata in tutto il mondo, è qualcosa di più. Prima di tutto: Saint Patrick non era una marca di birra, ma un santo, ovviamente. Si tratta del patrono d’Irlanda, morto proprio il 17 marzo, del 493. A lui si deve la diffusione del cristianesimo nell’isola di smeraldo, seppur con qualche variante curiosa. Ad esempio là si usa l’ormai celebre croce celtica, che unisce quella cristiana al simbolo del sole dell’antica e leggendaria popolazione.

Anche questo simbolo, come il trifoglio (foto sopra: la nazionale under 16 di rugby l’anno scorso a Varese) e il verde in generale, fa parte della tradizione simbolica del Saint Patrick’s day, e dell’Irlanda in generale. Così a partire dal 1996 la festa si è diffusa in tutto il mondo, dove vivono minoranze irlandesi o semplicemente dove si vuole celebrare la propria "irlandesità". Prima negli Stati Uniti, dove questa comunità è forte, e si festeggia con grandissime parate: basti pensare che per questa occasione, nel 2005, il fiume di Chicago è stato completamente tinto di verde. E poi nel resto del mondo. In Italia (dove qualcosa di celtico c’è sicuramente e tutte le mode affascinano) si inizia a bussare prepotentemente, con pozzi, musica tradizionale e, ci arriviamo, birra.

La birra di San Patrizio dovrebbe essere una lager di colore verde. In generale diciamo che ogni tipica birra irlandese può andar bene, in certe occasioni non ci si formalizza troppo: Guinnes, Murphys, Smithwicks e Harp. E poi ci sono il wiskey irlandese, l’irish cofee e la crema di whiskey irlandese. Sono questi da tanti anni gli ingredienti fondamentali per una buona festa di San Patrizio, e ultimamente in quest’occasione fa capolino anche la tecnologia.

Già, perchè in questi giorni tutte le forze dell’ordine spagnole sono preoccupate per un fenomeno chiamato "macrobotellon". Sfruttando internet, e gli sms, i giovani di molte città spagnole hanno l’abitudine di darsi appuntamento nelle piazze di alcune città. Niente di nuovo, esisteva già una vecchia tradizione chiamata semplicemente botellon, ma le tecnologie hanno reso ancora più semplice organizzare eventi molto grandi, con tanto di forum "ufficiali"

L’obiettivo è quello di presentarsi tutti con un botellon, cioè una bottiglia da due litri riempita con la birra, per organizzare una sorta di "sbornia collettiva". Eventi di questo tipo ci sono già stati, ed ovviamente per questa notte si faranno le cose in grande. Una veloce navigazione sul web lascia pensare a 22 appuntamenti organizzati nel paese, in città come Madrid, Barcellona, Malaga, Castilla e Siviglia. Alcune autorità sono preoccupate: a Santiago, ad esempio, si è deciso di chiudere la piazza centrale. A Castilla, invece, si sono limitati ad innalzare i livelli di sicurezza, sostenendo che questi fenomeni non sono pericolosi.

E in Italia? Nessuno ha organizzato ancora niente del genere, ma per tornare ad una concezione più tradizionale di questa festa, che è veramente molto ma molto di più di un boccale di birra, ogni locale ha pensato a qualche iniziativa simpatica. Ad esempio vi segnaliamo la festa organizzata dal Circolino di Bosto: tre giorni dedicati alla poesia delle terre d’Irlanda, con la musica celtica di Ar nAnam (giovedì), Befolk (venerdì) e Inis fail (sabato). E per chi vuole ci sarà anche una cena tradizionale decisamente invitante, da prenotare. Magari vestiti di verde, bianco a arancione, indossando un cappellino con tanto di trifoglio, per godersi un pezzettino dell’isola più fantasy d’Europa…

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 marzo 2006
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