Chi voto? Lo decido con un test online

Spopolano sul web molti questionari per aiutare gli elettori. Noi vi invitiamo a provarli

Una volta, per farsi un’opinione politica, si partecipava a comizi e dibattiti. Poi è arrivata la televisione, con i confronti in diretta. Secondo alcuni siamo rimasti fermi qui: tutta l’attenzione e le polemiche dedicate ai recenti dibattiti Rai lo dimostra. Ma sui manuali di comunicazione politica, che per la maggior parte sono scritti da autori statunitensi, si parla già di una terza fase di comunicazione. I suoi aspetti principali? La disaffezione per gli ideali partitici in favore dei programmi, e il debutto di un nuovo mezzo di comunicazione: internet.

 

Sarebbe sbagliato mettere in discussione la centralità del tubo catodico, soprattutto in Italia, ma qualcosa si sta muovendo sul serio. In questi giorni, infatti, stanno andando particolarmente di moda alcuni test del tipo “Dimmi chi sei e ti dirò chi votare”, oppure “Voi siete qui”. In molti li prendono come un gioco, altri li vedono con sospetto. In realtà noi li abbiamo studiati, scoprendo che dietro alcuni di questi si nasconde qualcosa di nuovo e interessante.

 

Andiamo con ordine: il primo, e più veloce da compilare, è “Dimmi chi sei e ti dirò chi votare”. Certo, forse usare un test online per decidere dove mettere la crocetta non è il massimo, ma abbiamo voluto provarlo, per vedere quanto si avvicinasse alla nostra reale tendenza politica. Attraverso 28 domande, basate sui programmi elettorali dei partiti principali, il questionario online ci dice se siamo più “di destra” o “di sinistra”, e quale percentuale di affinità abbiamo con i vari gruppi. Non dovete inserire alcun dato personale, solo l’email ma è opzionale. I dati sono raccolti dalla società che ha creato il sito, e-labora. Niente di politico, quindi, ma un’agenzia di comunicazione che ha voluto realizzare quello che può essere un semplice divertissement. In pochi giorni ci sono stati migliaia di accessi, e ci fanno sapere che tre partiti sembrano delinearsi come i più affini. Ma visto che la ricerca non ha scopo statistico, non vi sveliamo quali.

 

Spostandoci ad un click di distanza, su “Voi siete qui”, troviamo un progetto forse ben più ambizioso e strutturato. Apparentemente il meccanismo del questionario è lo stesso, ma in questo caso c’è stato un vero e proprio studio alla base. Trenta volontari, tra i quali anche alcuni politologi ed esperti di statistica, hanno infatti analizzato mille fonti, dalle quali hanno dedotto 25 temi chiave presenti in tutti i programmi. In alcuni casi sono stati gli stessi partiti ad aiutare il sito a definire la loro posizione. L’utente è chiamato ad indicare quanto è favorevole ad ogni tema, il sondaggio dura 10 minuti al massimo. Se conoscete già il tema potete rispondere velocemente, se invece non lo conoscete potete usufruire di un piccolo approfondimento di cinque righe. Il tutto viene elaborato da un algoritmo matematico continuamente perfezionato, basato sulla tecnica statistica del Multi Dimensional Scaling. Il risultato? Una mappa concettuale che presenta la nostra posizione (cioè quella del fantomatico partito del Sig. Rossi) rispetto a quella di 12 partiti reali.

 

In questa cartina la destra e la sinistra non hanno valore, l’unica cosa che conta sono le coordinate dei programmi (proprio come si diceva all’inizio). La possibilità di condividere la propria mappa con amici attraverso l’email o i blog ha trasformato “Voi siete qui” nel sito di web 2.0 (cioè internet interattiva) più celebre in Italia in questo momento. Alle 11:52 del 24 marzo 157.851 italiani hanno sfruttato questo test. Inoltre tutti possono modificare una pagina web apposita per proporre nuovi temi, avviando una discussione spesso molto interessante con gli altri utenti.

 

Ma chi si nasconde dietro a questo sito? Si tratta di un progetto di OpenPolis, una community alla quale tutti possono partecipare, strutturata come l’ormai celebre Wikipedia (un’enciclopedia scritta e modificata dai suoi stessi utenti). A sua volta OpenPolis è legata a Depp, un gruppo per la promozione della Democrazia Elettronica e Partecipazione Pubblica riconosciuto ad alti livelli. Il gruppo, infatti, sta realizzando anche un progetto per la partecipazione politica locale, eDem 1.0, che ha recentemente guadagnato un finanziamento da parte del Ministero dell’Innovazione Tecnologica.

 

Il questionario di “Voi siete qui”, ovviamente, ha un costo: i server sovraccarichi a marzo 2006 sono costati 1.148,40 euro, e il sito per sopravvivere si basa sui finanziamenti volontari dei lettori.

 

Nel frattempo noi vi invitiamo a mettervi alla prova. Certamente non pensiamo basti un questionario online per giustificare un gesto politico così importante, ma lo spunto per la riflessione è ottimo. Chi lo sa, magari scoprite un’affinità con un partito che non immaginavate, oppure sarà solo una conferma. Partecipate ad uno dei due sondaggi (o entrambi) e se volete fateci sapere come è andata…

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 marzo 2006
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