La miglior prevenzione dei tumori è l’alimentazione

Ospite di alcuni medici, il dottor Berrino dell'INT ha presentato i recenti studi che evidenziano un rapporto di causalità tra il cibo, gli ormoni e le neoplasie

Si chiama Diana ed è un progetto di ricerca che crea grandi aspettative. A proporla è lo stesso gruppo che vent’anni fa avviò Ordet, ottenendo risultati sorprendenti.
Oggi, a sperimentazione ancora in atto, sembra assodato  che ci sia un rapporto di causa effetto tra l’alimentazione e l’insorgenza dei tumori.

La prima ricerca (Ordet) fu avviata a Varese perché alla nostra zona è dedicato il registro dei tumori: coinvolse i medici di medicina generale che, convinti dell’importanza della diagnosi precoce,  arruolarono numerose volontarie. A dirigere i lavori di ricerca tra ormoni, dieta e cancro fu il dottor Franco Berrino dell’epidemiologia dell’Istituto dei Tumori di Milano

I risultati di ORDET furono importanti, ed anche su quella base nacque un successivo studio europeo, EPIC, volto ad indagare i rapporti fra alimentazione e tutte le principali neoplasie.

Sulla base di questi studi e delle intuizioni che ne scaturirono, Berrino trasse lo spunto e lo slancio per dei progetti sperimentali di modifica dell’ alimentazione di gruppi di donne volontarie, volti a chiarire se con tale mezzo fosse possibile modificare alcuni determinanti ormonali e biochimici e così ridurre il rischio di prima insorgenza di neoplasia mammaria, o di sua recidiva.

Tali sperimentazioni sono ancora in corso e sono state raggruppate nel progetto DIANA: gruppi di volontarie sane e di donne già ammalatesi seguono degli appositi corsi di cucina presso l’ Istituto di via Venezian, dove tutte insieme consumano settimanalmente un pasto, per poi trasferire quei principi a casa loro tutti i giorni.

I loro valori ormonali e biochimici vengono periodicamente confrontati con quelli di gruppi di controllo che seguono la loro solita alimentazione.

I risultati per ora paiono interessanti e promettenti circa le possibilità di prevenzione del cancro della mammella con modifiche dietetiche.

Alla base della sperimentazione c’è l’alimentazione, regole precise secondo uno schema uscito da 20’anni di studi puntuali.
Il dottor Berrino, ed i suoi cuochi, è stato ospite a Varese di alcuni medici che tenteranno di coinvolgere, proprio come 20’anni fa, la popolazione femminile sottolineando i risultati di ORDET e di EPIC ed i presupposti scientifici –e culinari- dei progetti sperimentali DIANA.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 marzo 2006
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