Partecipazione ed ambiente per la città del Duemila

Questo e molto altro nelle proposte avanzate da un gruppo di associazioni bustesi, che le soittoporranno ai candidati alle elezioni amministrative

Un vero programma, almeno in materia sociale ed ambientale, anche se gli interessati negano che abbia un tale scopo: è quanto un gruppo di associazioni bustese ha presentato in mattinata presso la sede Acli di via Pozzi. Non siamo di fronte ad un nuovo soggetto politico in proprio, ma le associazioni coinvolte (Alterlist, Arte agricola Bustese, Associazione
Christian, Circolo ACLI di Busto Arsizio, Circolo Primo Levi,
Legambiente Busto Arsizio, Migrando
) presentano ai candidati sindaci una serie di richieste condivise, articolate e complesse, su alcuni punti cardine
di programma e di metodo che riguardano il futuro governo della città – "la città che vogliamo", secondo i promotori.

"Alla base di questa proposta vi è l’idea che occorra sperimentare pratiche partecipative, finalizzate al coinvolgimento dei cittadini e delle loro associazioni nelle scelte di governo della città e del territorio" scrivono gli estensori del lungo documento, sottolineando che "promuovere forme di democrazia partecipativa significa promuovere i diritti di tutti, anche di quelli solitamente esclusi o sottorappresentati".
Le richieste avanzate dalle associazioni riguardano modifiche agli strumenti regolamentali e allo Statuto Comunale, e una serie di interventi in settori quali partecipazione, ambiente e mobilità, consumo critico; l’obiettivo è far sì che i candidati delle diverse coalizioni facciano tesoro delle indicazioni contenute nel documento. Si tratta di "misure concrete e verificabili" secondo i promotori, concrete in modo da poter essere attuate senza indugi, verificabili in modo da poterne controllare il livello di applicazione.

Per quanto riguarda le modifiche allo Statuto Comunale, si raccomanda di includervi meccanismi di democrazia partecipata (consulte, forum, questionari, referendum abrogativi e propositivi, assemblee di quartiere, bilancio partecipativo), l’attenzione allo sviluppo sostenibile, l’adozione di criteri etici e ambientali nella scelta dei fornitori di beni e servizi. Quanto alle carenze, allO Statuto si contesta di essere "carente" circa la pari dignità sociale di tutti i componenti la comunità locale, di qualsiasi etnia etnica e religione, il sostegno ai più deboli, i diritti dell’infanzia..
Fra le proposte, spiccano quelle per l’istituzione di referendum consultivi, propositivi ed abrogativi a livello comunale, ma anche l’attuazione del decentramento attraverso l’istituzione delle circoscrizioni comunali, con tanto di partecipazione dei cittadini a iniziative quali il processo di costruzione del bilancio partecipativo e progetti di urbanistica partecipativa. A questo proposito si chiede un regolamento comunale per la partecipazione popolare che garantisca a organi di partecipazione quali i comitati spontanei di quartiere proprie e autonome organizzazione e attività.

Circa l’ambiente, si chiede massima trasparenza in particolare sui dati dei monitoraggi di aria, acqua e ed emissioni dell’inceneritore Accam, oltre all’adozione di politiche che incentivino i mezzi di trasporto meno inquinanti, sia pubblici che privati. Un Mobility Manager comunale dovrebbe gestire la politica complessiva dei trasporti in città.

Anche in materia di urbanistica i gruppi proomotori delle proposte ai candidati insistono per una forte partecipazione popolare ai processi decisionali, ma anche un forte raccordo coin le pianificazioni dei Comuni confinanti. Uno stop al cemento selvaggio e una seria programmazione del territorio mirata alla sostenibilità economica, sociale ed ambientale soono al centro dei progetti auspicati. Fra le misure raccomandate spiccano un Piano Energetico Comunale, obbligatorio per legge (PEC1, specifico piano relativo all’uso delle fonti rinnovabili di energia), con tanto di opportune modifiche al Regolamento edilizio, un censimento energetico del patrimonio edilizio comunale, con la nomina di un Energy Manager per gestire di politiche di risparmio energetico. Non meno importante è la proposta di adottare la certificazione energetica (e/o altre certificazioni) per gli edifici di nuova costruzione o in seguito a importanti interventi di ristrutturazione.

Sul versante acqua, "un diritto umano di base per la vita, che riguarda la dignità della persona", le associazioni citano l’esperienza del “Contratto Mondiale sull’acqua” ed invitano il Comune ad aderire ai contenuti del
“Manifesto italiano per un governo pubblico dell’acqua”. Mantenere il controllo pubblico completo e diretto sulla società di gestione dell’acqua; manutere gli acquedotti riducendo le perdite, riciclando le acque reflue e anzi rendendo ciò obbligatorio nelle nuove costruzioni, ed una politica tariffaria a tre livelli, (gratis fino a 50 litri/giorno, a prezzo normale fino 120 litri, progressivamente più alte a salire): queste le proposte "idrauliche".

In campo economico, l’idealismo che caratterizza le associazioni si incontra con proposte concrete, pragmatiche ed attuabili. Il consumo critico, con al centro la persona e non il denaro, è chiave di volta delle proposte avanzate. Serve dunque uno spazio per i Gruppi di Acquisto Solidale (GAS), suddivisibile e con parcheggi; e ancora, fra le proposte, orti urbani concessi a persone che provvedano alle necessità per sé e per la famiglia, impegnandosi però a “cedere delle quote” della produzione. I prodotti che eccedono il consumo familiare sarebbero re-immessi nel ciclo del consumo dei GAS, o venduti a prezzi “calmierati”; infine, l’utilizzo di prodotti e servizi equo-solidali ed eco-compatibili (dal distributore di bevande ai servizi bancari). A quest’ultimo prposito si cita il Green Public Procurement ossia l’adozione dei criteri di qualificazione ambientale in sede di acquisto di beni e servizi da parte del Comune, nell’ottica di risparmiare acqua ed energia, produrre meno rifiuti e sprechi.

Una serie di proposte impegnative, dunque, ma importanti e serie: non un libro dei sogni, ma una serie di suggerimenti per far entrare Busto nel XXI secolo, da cui i candidati potranno cogliere spunti importanti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 marzo 2006
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