Sapone con l’olio fritto: le istruzioni dell’ipsia Ponti

Partito un progetto che coinvolge anche le scuole medie del territorio. Legambiente partner nell'iniziativa che potrà essere estesa a tutt'Italia

Avete mai pensato ai danni che provoca l’olio di frittura che buttate nel lavandino? Proprio quel vostro atto contribuisce a soffocare i corsi di acqua, a bloccare il processo d scambio dell’ossigeno disciolto in acqua con quello sospeso in aria, portando all’eutrofia e alla malattiasoprattutto dei laghi.
La notizia, di per sé, non è nuova, innovativo, però, è il tentativo di sensibilizzare i giovani ideato dall’Ipsia Ponti di Gallarate che, in questa sua o’era, ha chesto ed ottenuto il sostegno di Legambiente.

Il sodalizio tra l’insegnante Mario Decarlo e l’associazione ambientalista non è nuovo: i ragazzi ndel professionale di Gallarate sono già noti agli ecologisti per i loro stage su Goletta verde, iniziativa ch si ripeterà anche quest’anno per il terzo anno, con un’adesione ormai corposa.

Coinvolti nel progetto "ritorno al passato" sono i ragazzi di prima e seconda che in questi giorni stanno facendo opera di sensibilizzazione nelle scuole medie di provenienza chiedendo agli ex compagni di raccogliere l’olio che viene usato in cucina e di consegnarlo all’Ipsia. Accompagnati dallo stesso docente di chimica e di esponenti di Legambiente, gli studenti dell’Ipsia stanno girando le medie, una ventina tra Gallarate, Busto, Somma, Cassano, Vergiate, Casorate, Ferno e Lonate, spiegando i danni provocati all’ambiente dall’olio, le sostanziali differenze tra i vari olii alimentari in commercio e alcune tecniche di produzione del sapone di marsiglia.

Porprio quel procedimento chimico verrà, una volta raccolto tutto l’olio da cucina, realizzato nel laboratorio del Ponti: « Noi seguiremo la tradizione, le ricette che i nostri avi adoottavano per ottenere il sapone – spiega il professor De Carlo – Purtroppo non potremmo utilizzare la "liscivia" che sostituiremo con la soda caustica. Proprio a questo riguardo adotteremno tutte le precauzioni richieste data la pericolosità di questa sostenza».

I procedimenti sono due: a freddo, che richiede maggior tempo per lasciar riposare l’impasto, e a caldo : «In un pomeriggio, con l’aiuto di un fornello otterremo la pasta a cui i ragazzi potranno poi aggiungere, a piacimento, qualche goccia di olio di mandorle, coloranti,profumi. Si porteranno da casa le formine da sabbia dei fratellini e così otterranno le forme che vorranno. Buona parete delle saponette verrà riporetata nelle scuole medie».

Per il professor De Carlo, l’iniziativa ha anche una funzione di orientamento molto importante: «I nostri ragazzi vanno dagli ex compegni a dimostrare cosa si fa realmente in questa scuola, Quante e quali opportunità hanno».

Il supporto di Legambiente non è limitato all’iniziativa locale: se avrà successo verrà esteso a tutto il territorio nazionale coinvolgendo tutti i ragazzi in quest’attività educativa e formativa nel segno dell’ambiente.

Di seguito come promesso una delle tante ricette per la produzione casalinga di sapone di marsiglia.

1)       Raccogliere ogni tipo d’olio anche fritto, meglio se non stato utilizzato.

2)       Filtrarlo con calza di nylon.

3)       Acquistare dal droghiere la soda caustica volgarmente chiamata, NaOH è la formula chimica.

4)       Sciogliere 360 grammi circa di soda in un litro d’ acqua.  ATTENZIONE!!!!!!!!!!!! USARE OCCHIALI PROTETTIVI , LA SODA E’ MOLTO PERICOLOSA.

5)       Porre 1 Kilogrammo di olio in un recipiente aggiungere 1 litro d’acqua e la soluzione di soda, riscaldare e raccogliere il sapone che si forma in superficie.  Abbiamo ottenuto un sapone mezzo cotto  che successivamente possiamo addizionare con olio di mandorle, profumi e quant’ altro dandogli la forma che vogliamo.  Naturalmente il processo si può effettuare anche a freddo. Bisognerà avere più pazienza ed agitare spesso.

6)       Buon lavoro.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 marzo 2006
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