Uomini in divisa a scuola di “novità”

Concluso con un dibattito in provincia il percorso formativo per aggiornare le forze dell'ordine: tra i corsi, anche arabo e project management

Operazione aggiornamento: si potrebbe riassumere con queste due parole il progetto promosso dalla Provincia e appena concluso, che ha "riportato a scuola" per più di sette mesi oltre 500 rappresentanti delle diverse Forze dell’Ordine del territorio.

Tra gli argomenti materie come arabo, spagnolo, inglese, gestione delle reti informatiche, negoziazione dei conflitti, comunicazione, project management, in un percorso di formazione articolato su tre aree: informatica, linguistica e manageriale, che aveva l’obiettivo di sviluppare competenze su argomenti di attualità fino ad ora poco trattati nei tradizionali percorsi di formazione interna, fornendo agli agenti che ogni giorno operano sul territorio contenuti in linea con i più recenti cambiamenti della società

Ad usufruirne sono state in particolare Questura, Prefettura, Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Polizia Provinciale, Polizia delle Dogane di Malpensa, Linate e di Frontiera e Guardia Forestale: e tra gli "studenti" c’erano anche tra i rappresentanti più alti in grado, pronti a rinfrescare il loro inglese o a migliorare le capacità informatiche.

Con un impegno notevole, non solo per chi ha frequentato le lezioni senza comunque abbandonare gli impieghi di lavoro, ma anche per i tre enti che hanno realizzato le quasi 2.000 ore di formazione, Università Liuc di Castellanza, Agenzia Formativa della Provincia di Varese ed Enaip di Varese, che hanno progettato percorsi “ad hoc” per la specifica utenza a cui erano destinati. In particolare, si segnala come aspetto particolarmente rilevante l’adesione al progetto da parte dell’Università di Castellanza, che ha messo a disposizione dei partecipanti la pluriennale esperienza maturata nel settore del management aziendale, sia privato che pubblico.

L’iniziativa si è conclusa con la piena soddisfazione di tutti, considerato i risultati del questionario anonimamo dove è apprezzato l’alto livello delle lezioni, sia teoriche che pratiche e manifestato il desiderio di proseguire le attività anche il prossimo anno.

Soddisfatto anche il promotore dell’iniziativa, l’Assessore provinciale al Lavoro, Formazione Professione le Istruzione Andrea Pellicini, che forte del successo ottenuto da una precedente esperienza di formazione svolta in collaborazione con la Questura, aveva proposto di candidare il progetto ai finanziamenti del Fondo Sociale Europeo.

«Sono orgoglioso di essere qui oggi a trarre il bilancio di un’esperienza che me è stata molto importante, sotto molti aspetti. – ha infatti commentato Pellicini presentando i risultati – Già solo il fatto che i diversi Corpi abbiano avuto la possibilità di lavorare insieme e confrontarsi l’un l’altro per così tanto tempo è di per sé un risultato apprezzabile!. Inoltre, sono molto colpito dall’interesse dimostrato dagli “allievi”: lo considero una conferma del fatto che l’impostazione che abbiamo scelto di seguire ha veramente risposto ai reali bisogni di chi svolge un lavoro delicato come la tutela della nostra sicurezza. Per questo voglio esprimere la mia gratitudine a chi ha materialmente reso possibile tutto questo: al professor Gianfranco Rebora, Rettore dell’Università LIUC per aver messo a disposizione del progetto le alte competenze del suo Ateneo, e naturalmente a Roberto Bosco, Presidente dell’Agenzia Formativa e Alfredo Giaretta, Direttore dell’ENAIP di Varese, per aver realizzato ancora una volta formazione professionale di qualità. Voglio poi rivolgere un ringraziamento particolare al Questore, dottor Giovanni Selmin, al Comandante dei Carabinieri, il Colonnello Criscuolo e a tutti i responsabili delle diverse Forze dell’Ordine, che qui non nomino per non correre il rischio di dimenticare qualcuno, per aver dimostrato grande sensibilità su un tema così importante come l’aggiornamento, stimolando i dipendenti a partecipare alle lezioni»

Durante l’incontro, sono state riportate le esperienze più significative emerse nell’arco dei sette mesi e si è discusso anche di una possibile prosecuzione, molto attesa dai partecipanti, anche se al momento nessuna delle autorità presenti ha potuto esprimere certezza, poiché la realizzazione di una seconda edizione del progetto è strettamente legata ai finanziamenti del Fondo Sociale Europeo: la Provincia ha comunque assicurato il proprio impegno nel proseguire questa esperienza che nel suo genere è stata la prima in Italia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 marzo 2006
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