Bambini in affido: il Comune e la cultura dell’accoglienza

Al via un ampio e articolato progetto a sostegno dell’affido familiare

Si è svolta in Sala Riunioni a Gallarate, la conferenza stampa che ha presentato il nuovo progetto di sensibilizzazione sull’affido familiare. Il comune cerca fortemente di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema e soprattutto di trovare famiglie disponibili ad accogliere temporaneamente minori che provengono da situazioni familiari problematiche. L’esigenza è sempre più forte, come hanno osservato l’assessore ai servizi sociali Roberto Bongini, la dirigente dei servizi sociali Manuela Solinas, la dottoressa Valentina Calcaterra e Matteo Secchi, il rappresentante de “La casa davanti al sole”, cooperativa sociale che lavorerà insieme al comune di Gallarate in questo nuovo progetto supervisionato dalla dott.ssa Manuela Tomasich, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’Assessore Roberto Bongini (Lega Nord) ha così esordito: “Intendiamo promuovere l’accoglienza. Prima di mandare i bambini in una struttura è meglio una famiglia affidabile, che abbia naturalmente determinati requisiti.” L’affido, regolato dalla legge 184 del 1984 modificata nel 2001, consiste nell’affidare un minore allontanato dalla sua famiglia ad altra che se ne prende cura per due anni.  Al termine del biennio vi è una verifica ed eventualmente una proroga dell’affido se la famiglia d’origine non ha risolto i suoi problemi.  L’amministrazione comunale per incentivare questa scelta, comunque difficile, ha stabilito di aumentare i parametri per la retribuzione delle famiglie arrivando a un massimo di 500 € al mese, indipendentemente dal reddito familiare. Non è molto, soprattutto se si pensa che in una comunità il costo di un bambino al giorno è di 150 € e che per ogni bambino in struttura il comune spende 780.000 € l’anno, ma comunque è un riconoscimento e un sostegno anche materiale. Il quadro attuale è abbastanza sconfortante: nella sola provincia di Varese i minori con richiesta di tutela da parte di un tribunale sono 2000 e i bambini allontanati dalle famiglie sono ben 483. A Gallarate in particolare sono 19 gli affidi, mentre 33 sono i bambini e 6 le madri nelle comunità. La dirigente Manuela Solinas commenta: “La situazione di disagio è in continuo aumento. A Gallarate abbiamo più bambini in comunità, poiché poche sono le famiglie affidatarie disponibili. La stessa legge, però – sottolinea Molinas- dà priorità proprio al collocamento in famiglia. Il legame bambino-famiglia, infatti, è fondamentale per la crescita e per l’educazione dei piccoli e degli adolescenti. Ci siamo resi conto, tuttavia, che non potevamo affrontare da soli il problema, soprattutto poiché ci mancavano dei professionisti che formassero le famiglie, e con un bando abbiamo così selezionato il progetto dell’associazione “La casa davanti al Sole”, che dal 1984 si occupa di minori”.

 

La dott.ssa Valentina Calacaterra ha sottolineato proprio questo valore aggiunto al progetto: “Da sempre il comune di Gallarate promuove l’affido, ma finora l’iniziativa è sempre stata autoreferenziale, senza la collaborazione con il territorio. Il salto è proprio l’intervento di un privato sociale che media tra comune e famiglie con tutta la sua professionalità”. Il nuovo progetto che partirà a dicembre e si concluderà a ottobre 2007 richiede la partecipazione di tutti gli enti, le associazioni e le realtà  presenti. Dalle scuole, alle parrocchie, alle associazioni, tutti i cittadini sono chiamati a rispondere attivamente a questa problematica che è sempre più in crescendo. L’iniziativa del comune di Gallarate è un intervento di welfare societario e già ci sono state le prime risposte positive da parte delle parrocchie. Matteo Secchi, della cooperativa di Venegono Inferiore, spiega: “Ci sono certi nodi critici nell’affido che talvolta impediscono a questa soluzione di arrivare a buon fine. Purtroppo di frequente la famiglia che accoglie si scontra con la difficoltà di vivere nella quotidianità e va in crisi. Noi intendiamo intervenire per aiutare le famiglie affidatarie ad affrontare la nuova vita con un affiancamento professionale psico-pedagogico e con la costruzione di una rete di famiglie affidatarie, in modo tale che non siano sole”. Come ha spiegato la dirigente Solinas il comune di Gallarate si è attivato così organizzando un intenso percorso di informazione e formazione che inizierà a gennaio nelle scuole, coinvolgendo docenti, alunni e genitori. Ci sarà poi un percorso pubblico di 5 serate, una prima introduttiva con un esperto, tre con la proiezione di film commentati da Angelo Croci presso il cinema delle Arti coinvolto nel progetto e l’ultima con la testimonianza di famiglie che hanno già avuto questa esperienza. La sensibilizzazione capillare continuerà poi con incontri pubblici in ogni parrocchia. Il comune di Gallarate chiama la cittadinanza a riflettere, cercando famiglie disposte ad accogliere bambini e ragazzi che si trovano temporaneamente in stato di difficoltà, senza dimenticare che l’affido è solo temporaneo e non porta all’adozione, anche perché lo scopo ultimo è ancora quello di un graduale rientro nella famiglia d’origine.

Per ulteriori informazioni : ufficio servizi sociali 0331754240

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 dicembre 2006
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