Suoni acidi e musica nera per i “Grooves” di Paolo Frattini

Esce il sesto disco del bassista varesino, distribuito in sei paesi europei

“Oggi sono molto più vicino alla Black Music rispetto a qualche anno fa e credo che questo disco esprima bene la strada sulla quale mi sto muovendo”. Paolo Frattini – bassista varesino – comincia così a raccontare “Huges+Grooves” il suo sesto lavoro discografico, un CD appena uscito e che è distribuito in 25.000 copie e sei paesi europei. Paolo ha all’attivo numerose collaborazioni ed esperienze dal vivo, anche insieme ad artisti come Julia St.Louis, Junior Welles, Tullio De Piscopo, Elliot Murphy, e che lo hanno visto partecipare anche al tuor teatrale di Carlo Verdone. Paolo ha seguito seminari con mostri sacri come Marcus Miller e da tempo partecipa attivamente al progetto musicale ACK (Acid Funk Project), oltre ad insegnare basso elettrico al Centro di Formazione Musicale (CFM) di Barasso.

“In realtà – continua Paolo – si tratta del primo vero disco a mio nome ed è un po’ la sintesi del percorso musicale che ha caratterizzato i cinque lavori che lo hanno preceduto. Da anni mi dedico all’Acid Jazz e mi piace sperimentare. Le influenze della musica nera sono già insite in questo come in altri generi a cui mi dedico, tuttavia ultimamente ho lasciato che un’impronta afro-americana entrasse con maggiore decisione nei miei brani.”
In che modo questo orientamento ha cambiato la tua musica?
“Beh, rivalutando gli aspetti più afro come l’anima che esce dai ritmi percussivi, soprattutto in levare, ho lasciato che questi si unissero alle armonie tipicamente europee”
Questo disco ha poi una forte influenza Hip Hop…
“Sì ma non solo. Qui puoi trovare Hip Hop, Black music, Red Hot Chili Peppers e altro, che sono un po’ i modelli con cui sono cresciuto. Comunque, devo ringraziare in modo particolare Dj RONIN (Fabio Freddi) che con la sua impronta ha arricchito i miei brani in modo decisivo. Senza il suo intervento certamente questo CD non suonerebbe così. E poi tutti i pezzi sono anche frutto del lavoro di musicisti che sono stati determinanti e con cui condivido il progetto ACK (Acid Funk Project): Luca Pedroni e Luca Mainetti alla chitarra, Luca Masini alla batteria, oltre alla voce di Silvia Venturini”
Nella track list ci sono brani molto diversi tra loro…
“Partiamo dalla prima traccia. Il pezzo è nato da un’improvvisazione su cui RONIN ha costruito il tema. Poi ci sono dei brani dal sapore più caldo, mentre ce ne sono altri davvero molto acidi come la traccia numero 7 (NYC Beat), la traccia 10 (LSD Approach) o la 14 (Julian)”
A questo CD seguirà un’esperienza dal vivo?
“Certo, comincerà poco prima di Natale al Fico d’India Cabaret. Con la band ACK porteremo in giro tutti i brani di questo lavoro oltre al nostro repertorio”
Domanda di rito: secondo te che aria tira musicale tira a Varese? Per trovare o fare buona musica si è costretti ad arrivare fino a Milano?
“Tutto sommato penso che la piazza di Varese sia meglio di Milano: un artista riesce a mantenere una sua identità, cosa che a Milano invece è più difficile. A Varese forse c’è più collaborazione. Oggi come oggi, la questione è andare all’estero e suonare in paesi come Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna o nel Nord Europa, quella sì può essere un’esperienza davvero decisiva. Lì c’è una cultura musicale diversa, ci sono molte opportunità”
Quale può essere la situazione più adatta per ascoltare i brani di questo tuo ultimo lavoro?
“Essendo un tipo di musica adatta a scaldare l’atmosfera, li vedo molto bene suonati live in un disco-bar, magari prima di una serata di musica tutta da ballare”
Chi vuole il tuo disco "Huges+Grooves" dove lo può trovare?
"Basta andare sul mio sito www.paolofrattini.it, oppure su e-bay o anche alla Casa del Disco o da Record Runners a Varese"

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 dicembre 2006
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