Il “Garbosi” dei lettori

Da Andrea Meneghin a tanta gente comune: il trofeo inventato da Paolo Vittori ha permesso di giocare a migliaia di bambini. Raccontateci la vostra esperienza

Andrea Meneghin è forse il giocatore-simbolo del Trofeo Garbosi: giovanissimo, con addosso la maglietta della Pallacanestro Varese, il "Menego" prese parte al torneo a metà degli anni ’80. «È stato uno dei primi tornei ai quali ho partecipato – dichiarò in un’intervista a VareseNews nel 2003 – e ricordo con molto piacere il bellissimo spirito che lo animava. È molto bella la formula che permette di creare legami di amicizia in poco tempo con ragazzi provenienti anche da lontano».
Come Andrea però, il "Garbosi" ha portato sul campo migliaia di ragazzi: molti di loro hanno proseguito a giocare, altri hanno abbandonato. In tutti però sono rimasti i ricordi di quel weekend pasquale passato tra palestre e partite.
Siamo certi che anche molti lettori del nostro giornale sono scesi in campo: se volete raccontarci la vostra esperienza, inviate una email all’indirizzo
sport@varesenews.it.

Erani i primi anni 80. Mi ricordo ancora la prima partita con la allora Lattesole Bologna vinta di soli 4 punti. La giocammo nella palestra del "Daverio". Io ospitavo a casa proprio uno di loro. Ancora adesso ho a casa un libro che mi aveva regalato dopo la bellissima esperienza. Poi venne la seconda partita con Siena (anch’essa vinta di poco) e infine le due sconfitte: con Palestrina (poi vincitrice del torneo) e la finalina per il 3° posto con l’AGE Malnate. Che emozione giocare quest’ultima partita al Palazzetto. Basket, amicizia con i compagni e con gli avversari, emozione…..sono esperienze che segnano la vita di un ragazzo. Ora il basket non è più il mio sport (lo seguo ancora con interesse) ma come mi piacerebbe vedere i miei figli correre dietro ad una palla a spicchi con la sola voglia di divertirsi.
 
Luca

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Il “Garbosi” fu un’esperienza indimenticabile, oserei dire per certi aspetti questo torneo riassume l’essenza del basket: divertimento, amicizia, sana competizione.
Ricordo che quello fu il primo torneo “serio” a cui partecipai, noi a Gavirate ospitammo la Snaidero Caserta e il ragazzo al quale fui abbinato si chiamava Salvatore (ho ancora in casa il capellino della squadra che mi regaló a fine torneo!). Le partite che meglio ricordo furono quella contro la Benetton di Treviso, la partita si giocó nella vecchia palestra dei pompieri(XXV aprile) e l’esito fu una onorevole sconfitta, mentre la seconda fu la bella e inaspettata vittoria contro Genova.
Sono ancora vive le splendide sensazioni che vivemmo durante il “Garbosi”, anche solo per una volta ci sentimmo parte importante di Varese in un clima di festa dove il basket per una volta fu veramente sinonimo di allegria!

Riccardo Del Torchio

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Il "Garbosi" per me è stata una delle primissime occasioni di giocare una partita vera. Era la fine degli anni ’80, avevo iniziato da un annetto il minibasket con Gavirate e la nostra squadra ospitava i ragazzi della Phonola Caserta. Loro erano dei "piccoli professionisti", cui gli allenatori davano consigli su cosa mangiare e cosa bere (guai alle bibite gasate prima delle partite). Noi eravamo parecchi, così molti – me compreso – giocarono solo alcune partite; io partecipai a quelle della domenica. Al mattino vincemmo contro la Robur B, e mi presi la soddisfazione di battere il figlio di una mia prof antipatica; al pomeriggi affrontammo nientemeno che la Benetton. Una batosta, con onore. Un bel ricordo al quale accosto quello dei viaggi in pullmino con i ragazzi di Caserta: con Varese c’era una certa rivalità a livello di prima squadra, su quell’autobus c’era solo grande spirito di amicizia.

Lettera firmata

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 aprile 2007
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