Elezioni della Consulta scolastica: un’occasione importante

La referente dell'ufficio scolastico Rossella Di Maggio spiega problemi e potenzialità di un'elezione spesso sottovalutata. Da quest'anno gli eletti dureranno in carica un biennio

Nel mese di ottobre, le scuole superiori rinnovano i propri organi collegiali. In autonomia, ogni singolo istituto ha tempo fino al 31 ottobre per chiamare al voto studenti e genitori e rinnovare le cariche di partecipazione democratica. Oltre alle elezioni degli organi collegiali, i ragazzi sono anche chiamati ad indicare i due studenti rappresentanti all’interno della Consulta studentesca provinciale. Si tratta di un organo di rappresentanza istituzionale che avvicina il mondo dei ragazzi agli enti territoriali, politici, culturali di un territorio. Uno strumento troppo spesso sottovalutato dagli stessi ragazzi che ne ignorano, spesso, l’esistenza e la funzione della Consulta.
«La Consulta studentesca è un’occasione per avviare la partecipazione dei ragazzi a percorsi di cambiamento, di innovazione – spiega Rossella Di Maggio referente dell’Ufficio Scolastico provinciale per la Consulta – Chi si assume questo incarico ha la possibilità di partecipare a dei corsi di formazione che gli serviranno anche in futuro. È chiamato a confrontarsi con gli attori del territorio, ad organizzare attività affrontando i tanti aspetti di un evento. Non sempre queste cose sono comprese dai ragazzi».
Proprio per ovviare ad una delle maggiori lacune di questo sistema, lo scorso anno, i presidenti delle Consulte italiane nell’incontro con il Ministro Fioroni, hanno chiesto che l‘elezione dei rappresentanti venga fatta ogni due anni, per permettere, a chi è in carica, di far fruttare gli insegnamenti ricevuti.
« In effetti – spiega ancora la professoressa Di Maggio – uno dei punti deboli è proprio la durata dell’incarico. I ragazzi, all’inizio, devono rendersi conto di cosa devono fare, approfondire le norme, i rapporti con i dirigenti. Lo scorso anno abbiamo investito molto tempo nella redazione dello Statuto degli studenti e delle studentesse. Un lavoro, però, che alla fine si è rivelato molto importante nella dinamica scolastica. Spesso i problemi potrebbero essere gestiti con una migliore conoscenza delle regole comportamentali che vigono nella scuola».

Ogni istituto, come dicevamo, elegge due rappresentanti. Nel corso della prima riunione plenaria, vengono eletti il Presidente e la Giunta esecutiva, il vero motore dell’organo provinciale: « La passione per questo incarico non è sempre presente – spiega ancora la responsabile dell’UPS – c’è chi sottovaluta le potenzialità dell’impegno e chi, invece, arriva con idee precise e la voglia di fare».

Per tutti e 110 i rappresentanti della Consulta ci sono ore di formazione su temi disparati, come la comunicazione, pittosto che la legalità : «Il nostro impegno è quello di dare loro un’occasione per mettersi in gioco e per sperimentare modelli di partecipazione sociale e istituzionale. L’esperienza vale sicuramente l’impegno richiesto».

Chi viene eletto in questi giorni, dunque, durerà in carica un biennio: un tempo sufficiente per lasciare un segno importante per la comunità scolastica varesina.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 ottobre 2007
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