In carcere si impara a leggere e a dipingere

Per la celebrazione annuale della Polizia Penitenziaria, prevista per il 30 ottobre, ecco i dati annuale sul carcere di Miogni. Tante le attività formative proposte

Zero tentativi di suicidio, 33 casi di sciopero della fame o di protesta e una mostra di quadri in occasione della Notte Bianca: è questo il positivo bilancio dell’anno appena trascorso nel carcere dei Miogni di Varese. I dati sono stati resi noti dal reparto di Polizia Penitenziaria di Varese in occasione della celebrazione annuale del Corpo di Polizia, prevista martedì 30 ottobre alle 10 nel piazzale della Basilica di San Vittore.

Attualmente nella Casa Circondariale di Varese sono presenti 103 persone. Nel periodo dal 1 novembre 2006 al 30 settembre 2007 sono state immatricolate, provenienti da altri istituti o dalla libertà, 420 persone, mentre ne sono state dimesse 315: 203 in libertà, 101 agli arresti o alla detenzione domiciliare e 11 in prova al servizio sociale. I dati che testimoniano la "qualità" della vita in carcere sono confortanti: zero tentati suicidi, zero accertamenti di violazioni in materia di droga, i provvedimenti disciplinari a carico dei detenuti sono stati 89 e sono stati concessi 2.356 permessi di colloquio. Un buon risultato per il direttore Gianfranco Mongelli: «Per noi è fondamentale investire sulla persona, basandosi sul rispetto reciproco: è solo così che si cerca di evitare loro il rientro nell’illegalità». Un’attenzione alla persona con un occhio particolare all’integrazione e al rapporto con gli stranieri, grazie anche al progetto di “Mediazione culturale" che prevede l’ingresso in carcere di due mediatori, una donna marocchina e un ragazzo albanese, per migliorare i rapporti con le comunità arabe e slave presenti al Miogni.

Insieme ai risultati vanno anche ricordate le numerose attività formative proposte dal penitenziario inserite all’interno del “Progetto Pedagogico 2007”. Non si tratta di attività fine a se stesse ma di concrete opportunità per i detenuti di impiegare al meglio il proprio tempo, acquisendo capacità e conoscenze spendibili poi all’esterno, per rifarsi una vita fuori dal carcere senza ricadere negli errori passati. Come è successo ai 5 ex detenuti che, mediante borse di lavoro e possibilità di alloggi temporanei del progetto “S.P.A.R.S.I”, sono stati reinseriti nel mondo del lavoro.  Corsi di francese e di informatica, il nono numero di “Pianeta Miogni”, il giornale dei detenuti, catechismo e una guida alla lettura sono solo alcuni delle opportunità offerte per il 2007 anche in collaborazione con associazioni esterne. Sono circa una quindicina le persone iscritte ad ogni attività: «Il piano dei corsi viene deciso all’inizio dell’anno – spiega il direttore – analizzando quali sono i bisogni dei detenuti e poi stendendo il calendario delle attività: la richiesta di partecipazione è alta, come elevato è il gradimento, e quest’anno ripetiamo alcune offerte dell’anno scorso che hanno riscosso un grande successo».

Un grosso contributo allo svolgimento delle attività è dato dalle associazioni esterne: il Ctp di Varese collabora tenendo dei corsi scolastici per il conseguimento della licenza media e  i volontari dell’associazione “San Vittore Martire” aiutano i detenuti stranieri  nello studio della lingua italiana, mentre con il sostegno finanziario del fondo sociale europeo della Regione Lombardia si tengono corsi di formazione sulla ristorazione e di tinteggiatura e verniciatura. «Da due anni usiamo questi corsi anche per uso interno, per la manutenzione dello stabile e per migliorare il vitto dei detenuti: nel 2007 i detenuti metteranno in pratica le lezioni teoriche imbiancando le loro celle». Aiuto esterno ma anche iniziativa di chi, all’interno del carcere, ci lavora: come ad esempio il torneo di calcio a 5 promosso dal parroco di Bobbiate nonché cappellano del carcere e dall’Uisp. Quattro le squadre in campo: una dei detenuti, una della polizia penitenziaria, una della Uisp e la quarta, i vincitori del torneo, formata dai ragazzini dell’oratorio. Un fiore all’occhiello del carcere di Miogni è il corso di pittura “Falsi d’autore”: una decina di detenuti usano la nuova sala hobby del carcere per creare delle riproduzioni di opere famose, quadri che sono stati esposti, in occasione della Notte Bianca, alla sala comunale “Nicolini”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 ottobre 2007
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