«Non lasciate i vostri ragazzi “soli” in internet»

Al seminario "L'infanzia perduta: pedopornografia e navigazone insicura su internet", la dottoressa Della Rosa mette in guardia i genitori dai pericoli della rete

Si inizia per gioco e si finisce, troppo spesso, per cadere in una rete pericolosissima. Lo sanno i tanti educatori, psicologi e terapeuti che scoprono quotidianamente i pericoli della rete intesa come internet: «Quello che viene considerato da tutti un sistema positivo, che annula le distanze e che ti porta a casa il mondo, ti porta a casa anche il lato peggiore della società» ha commenta la dottoressa Luisa Della Rosa, psicoterapeuta al Centro per la cura del Trauma nell’Infanzia e nella famiglia di Milano intervenuta al seminario organizzato dall’Università del’Insubria per gli studenti del corso di laurea in Educazione professionale.

Il progresso tecnologico ha dilatato i confini di un mercato, quello della pedopornografia e pedofilia, che non conosce limiti o confini: «La polizia postale sta facendo un lavoro enorme, chiudendo ogni anno centinaia di siti pericolosi. Purtroppo quel mercato mondiale ha capacità incredibili e i siti chiusi vengono subito sostituiti. Il grande problema è che i ragazzi ne molto più dei genitori che si ritrovano a dover gestire da soli una situazione sconosciuta».

Il tema dell’incontro con i futuri educatori era "L’infanzia perduta: pedopornografia e navigazone insicura su internet", un tema che sta conquistando ampi spazi tra i fatti di cronaca nera: «Io ho avuto come paziente – ha raccontato la psicoterapeuta – che aveva iniziato a frequentare una chat per gioco, fingendo di essere più grande della sua età. È stata così adescata da un interlocutore che, fingendosi di essere un coetaneo, l’aveva convinta a dargli il suo indirizzo. Un bel giorno, questa ragazzina si è trovata l’uomo alla porta. Ora stiamo cercando di dare un senso a questa drammatica avventura».

Cosa fare quindi? Come arginare un fenomeno che pare inarrestabile? «Essere genitori oggi non è semplice – ha commentato la dottoressa Della Rosa – ma non ci si può sottrarre dall’assumersi le proprie responsabilità In qualità dei genitori si deve essere sempre molto presenti quando i ragazzi utilizzano internet. Iniziare sin da piccoli a gestire e a recepire i pericoli insiti nella rete. Inoltre è basilare avere una continua comunicazione sia con i propri figli sia con quanti si occupano della crescita dei ragazzi, docenti o istruttori sportivi o responsabili dei centri. Mai delegare agli altri l’educazione, mai perdere i contatti con ragazzi che altrimenti non riusciremmo a "riacciuffare" visto il grande divario tecnologico che divide le due generazioni. Quello che fa paura è che questo mondo perverso  appare come un mondo viruale,  dove magari le immagini dei minori sono costruite o disorte, ma alla base c’è sempre la stessa mentalità perversa, brutalmente reale».

Internet è anche questo. Uno luogo di conoscenza, da condividere per non perdere la dimensione della realtà.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 ottobre 2007
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