Opere da scultori alla Creatività in volata

La rassegna è quest'anno dedicata al ciclismo, in vista dei Mondiali che si correranno a Varese nel 2008

La lavorazione del marmo è un’antica tradizione artigiana del varesotto. Creazioni d’artista che saranno esposte alla mostra "Creatività in volata" la rassegna dedicata all’artigianato artistico e in programma alle Ville Ponti di Varese il 13 e 14 ottobre prossimi. Il marmo sarà uno dei materiali che gli artigiani varesini lavoreranno ispirandosi al ciclismo, tema di questa edizione ispirata ai Mondiali che si correranno il prossimo anno a Varese. La lavorazione del marmo ha una storia particolare nel comune di Viggiù che oltre ad essere famoso per i suoi pompieri, è conosciuto per la fama dei suoi picasass. Le cave di Viggiù sono delle vere e proprie miniere di pietra spesso collegate tra loro da cunicoli e gallerie scavate nel ventre della montagna. Il cavapietre staccava il blocco e lo sbozzava e lo portava poi all’aperto; vicino alla cava gli scalpellini lo lavoravano nella forma voluta e lo caricavano poi su un carro che lo portava a Viggiù per essere rifinito, lucidato e inviato all’acquirente.

Sotto il paese vi è un’imponente massa arenaria che fornì la ricchezza del borgo, alimentando l’antica industria. In questi territori pittoreschi i viggiutesi vi hanno lasciato in piedi dei massi che hanno l’aspetto di un gran porticato e all’interno di tali formazioni gli scalpellini lavoravano protetti dalle intemperie.Di preciso non si sa quando è iniziata la lavorazione del marmo, ma dal 1352 maestri viggiutesi hanno lavorato a Milano, Roma e altrove ad abbellire con statue e decorazioni palazzi e cattedrali, ma la pietra viggiutese era già utilizzata e conosciuta quasi mille anni prima. Molti dei "Maestri Comacini" noti in tutta Europa e ricercati per la loro abilità, infatti provenivano dalla nostra zona.

Figura di rilievo storico tra questi maestri scultori fu Enrico Butti, viggiutese di nascita, le cui statue si trovano disseminate per tutta l’Italia; tra i suoi monumenti più famosi troviamo il monumento al Guerriero di Legnano dove ha riassunto il momento della vittoria sull’esercito dei Barbarossa.
Tra le pietre lavorate nel varesotto non si può dimenticare anche il porfido rosso di Cuasso, pietra dalle particolari caratteristiche che consentono il suo utilizzo per svariati usi.

Curiosità: Giovanni Chini, scultore formatosi nelle botteghe degli scalpellini di Viggiù, capì che l’uso ornamentale del marmo era troppo costoso; decise così di usare il cemento che riuscì a nobilitare grazie a effetti pittorici straordinari. La sua invenzione ebbe un grande successo tant’è che fu promotore di una scuola per l’apprendimento delle tecniche per la lavorazione artistica del cemento.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 ottobre 2007
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