Targato Varese il biodiesel equo-compatibile del Brasile

Nello stato di Bahia, il professor Urbini dell'Insubria dirige un impianto di raffinazione dell'olio di palma. Un impegno che seguirà nel segno della sostenibilità

«Il futuro sarà ecocompatibile e solidale» Ne è convinto il professor Giordano Urbini, direttore del Dipartimento Ambiene salute e sicurezza dell’Università dell’Insubria ( al centro della foto insieme ai suoi collaboratori), da anni impegnato in Brasile in progetto di ricerche fonti energetiche alternative.
« Nello stato di Bahia abbiamo un impianto di raffinazione dell’olio di palma esausto da cui ricaviamo il biodiesel. La nostra produzione è di nicchia, circa 5 milioni di litri all’arno, ma i nostri studi ora evolveranno. Innanzitutto vogliamo concentrarci sull’olio di palma grezzo, di cui il paese è molto ricco per poter aumentare la produzione, per poi concentrarci sull’olio di ricino, una pianta che cresce facilmente anche in zone semi aride e il cui uso alimentare è estramemente limitato, così da non incidere sugli equilibri produttivi».

La recente polemica sugli aumenti del frumento legati proprio alle nuove politiche agricole sbilanciate nel campo dei carburanti vegetali è all’origine delle preoccupazioni del professor Urbini: « L’olio di ricino, proprio per le sue caratteristiche e il suo scarso consumo, potrebbe rappresentare una valida alternativa, anche perchè le zone coltivabili sono estese in diverse zone della terra, compresa l’Africa».

I luoghi di produzione sono l’altro tema caro al docente dell’Insubria. « Visto il fervore attorno a questi filoni di ricerca, mi aspetto un’escalation nel settore agricolo. Il nostro continente non può 
sostenere il ritmo produttivo per cui sarebbe meglio avviare joint ventures con zone più depresse per importare direttamente gli olii vegetali con cui realizzare il biodisel. In questo modo si affronta anche eticamente lo sviluppo».

E se questi sono i progetti a lungo ( magari già tra due o tre anni) termine, negli immediati obiettivi del docente dell’Insubria c’è la realizzazione di un combustibile ecologico totalmente rinnovabile: «Attualmente, il biodiesel si ottiene facendo reagire l’olio di palma con il metanolo, sostanza fossile non rinnovabile. Noi vogliamo sostituire il metanolo con l’alcol etilico, sostanza di cui il Brasile è tra i primi produttori al mondo. Inoltre stiamo studiando il modo per smaltire la glicerina che si ottiene dalla "raffinazione" dell’olio di palma. Attualmente c’è una sovraproduzione che si potrebbe risolvere con l’impiego nell’industria petrolifera».

Il settore di ricerca è effervescente, molti sono gli studi aperti per ottenere soluzioni alle crisi energetiche. L’Università dell’Insubria si colloca in pole position, con il suo laboratorio brasiliano.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 ottobre 2007
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