Amoroso: “Dopo le parole i finanziamenti alle imprese”

Il presidente della Camera di Commercio di Varese era tra i delegati che per un giorno hanno preso il posto degli europarlamentari nell'iniziativa "Parlamento Europeo delle Imprese"

Per un giorno gli imprenditori hanno preso il posto dei 775 parlamentari europei. Hanno preso la parola nell’emiciclo per intervenire e votare sui temi di maggiore interesse per le piccole e medie imprese europee. Si tratta di un’iniziativa delle Camere di Commercio di tutta Europa che hanno invitato i maggiori esponenti dell’imprenditoria e dell’industria dell’unione a prendere parte alla prima edizione del "Parlamento Europeo delle Imprese".

Per l’Italia erano presenti 73 delegati, esattamente corrispondenti al numero dei nostri europarlamentari, individuati attraverso le Camere di Commercio in rappresentanza delle imprese di tutte le  regioni.

Tra questi c’era anche Bruno Amoroso (foto a lato),  presidente della Camera di Commercio di Varese e imprenditore. «Le piccole e medie imprese – ha detto Amoroso, commentando la crisi finanziaria – sono la stragrande maggioranza del territorio varesino e quindi come arrivano tardi i benefici, arrivano tardi anche gli aspetti negativi. Speriamo che non arrivino mai, visto che negli ultimi due giorni sembra ci sia stata una qualche ripresa. La mia sensazione, tutta personale, è che le  piccole imprese, essendo imprese produttive, di fatto hanno sempre vissuto i rischi della produzione, mentre le conseguenze di chi fa investimenti a carattere finanziario sono rimaste ai margini. Diverso è per alcune di dimensioni multinazionali, e ce ne sono, che hanno qualche preoccupazione».

Amoroso è un imprenditore del settore tessile, già piuttosto provato. «Il nostro è un settore – continua il presidente della Camera di Commercio di Varese – che ha già sofferto tanto e, tutto sommato, quando si verificano queste cose, al suo interno si crea una selezione e quindi se ne puo’ uscire abbastanza rinforzati. La grossa fortuna è quella di produrre,  perché quando si produce non si ci si presta a determinate speculazioni. Chi produce, infatti, sa che è importante raggiungere un determinato margine e si accontenta di quello che riesce a raggiungere. Invece chi fa le speculazioni oggi ne paga le conseguenze».
Un imprenditore dall’Europa si aspetta, non solo belle parole, ma anche qualche fatto. «Dall’Unione mi aspetto quello che sta già facendo e cioè che trasmetta calma, perché in questi momenti è fondamentale dare la tranquillità. E poi anche la possibilità di avere finanziamenti specialmente per la piccola impresa».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 ottobre 2008
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