Confermati i domiciliari per Riccardo Papa

Coinvolto anch'esso nell'indagine sulla concussione dell'ex-dirigente dell'urbanistica gallaratese Gigi Bossi e l'architetto Motta. Entro novembre potrebbero chiudersi le indagini

Riccardo Papa resta agli arresti domiciliari. Il Tribunale del riesame di Milano ha deciso di confermare l’accusa di concussione in concorso con Luigi Bossi e Federica Motta in merito allo scandalo che ha investito gli uffici dell’urbanistica di Gallarate all’inizio di questa estate. I tre sono accusati di aver messo in piedi un sistema i favoreggiamenti per Federica Motta e per lo stesso Papa in merito ad alcune pratiche urbanistiche. Il nome di Riccardo Papa, ex-presidente dell’Ordine degli architetti di Varese, compare in calce ad alcune pratiche insieme a quello di Federica Motta.

I giudici del riesame hanno confermato la validità dell’impianto accusatorio solo riguardo alla parte concernente la concussione mentre per quanto riguarda la truffa la misura è stata annullata. L’accusa di truffa riguardava una somma di circa 200 mila euro di oneri che, secondo l’accusa, il Comune non aveva ancora incassato dall’edificazione di un’area. La difesa rappresentata dall’avvocato Federico Papa è riuscita a produrre documentazione su un versamento che copre gran parte di quella cifra. Agli inquirenti capire come mai il Comune non abbia prodotto riscontri in merito ad un bel gruzzoletto.

L’avvocato non ha voluto commentare la decisione del Riesame prendendo atto sia dello stop sul fronte dell’accusa di truffa sia della conferma della misura cautelare sulla concussione. Le uniche parole descrivono solo le difficoltà che sta attraversando il fratello da lui difeso, Riccardo:«Dico solo che l’assistito ha tre figli e tutte le disponibilità bloccate. Dunque non commento la decisione del Riesame». Per il sostituto procuratore che conduce le indagini, Roberto Pirro, la sentenza di conferma dei giudici milanesi conferma la bontà dell’azione della magistratura. Difficile riscontrare, effettivamente, casi analoghi per reati contro la Pubblica Amministrazione come quelli che vengono contestati ai tre indagati, dopo oltre 4 mesi dall’arresto di Bossi e Motta. Entro novembre l‘indagine, comunque, dovrebbe chiudersi e al Gip toccherà decidere il rinvio a giudizio di una parte consistente di chi è coinvolto in prima persona nei più importanti progetti strategici per la città di Gallarate.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 ottobre 2008
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