Da Busto arriva l’sms “cercasupplenti”

Il Ministero dell'Istruzione ha invitato le scuole a ridurre i costi delle sostituzioni dei docenti, cercandoli con un messaggino al posto dei telegrammi. Una soluzione tutta varesina che viene già usata in tutta Italia

C’è una piccola clausola nel recente decreto Gelmini dedicato alla nuova procedura di ricerca dei supplenti, passata in gran parte inosservata, ma che potrebbe fare la fortuna di una realtà imprenditoriale di Busto Arsizio, oltre che delle scuole italiane.

Il decreto 56 del 28 maggio, infatti, prevede che la ricerca dei supplenti nelle scuole possa avvenire tramite "Telegramma o per SMS con avviso di ricezione o tramite e-mail". Prima c’era solo il telegramma, ora anche l’SMS e la mail. Sembra un dettaglio scritto per caso o di sfuggita, ma chi lavora nelle segreterie delle scuole sa bene che questa novità potrebbe far risparmiare alle scuole italiane (e quindi, alla fin fine, ai cittadini) migliaia e migliaia di euro.

Per capirlo proviamo a spiegare come si cercavano i supplenti fino ad oggi, nella maggior parte delle scuole. Quando un istituto deve cercare un supplente, telefona docente per docente seguendo una graduatoria; nel caso di supplenze superiori ai trenta giorni deve persino essere inviato un telegramma. L’invio dei telegrammi prevede la dettatura dei destinatari e del testo del telegramma al telefono. Poi, ovviamente, devono essere registrate manualmente anche tutte le risposte, nel registro dei fonogrammi. Pensate ai costi in tempo e denaro, moltiplicati per tutte le scuole italiane e per le ricerche di supplenti di ogni anno (una media di 20-50 nelle scuole inferiori, 10-30 alle superiori). Parliamo di 1.000-5.000 telefonate all’anno, oltre al costo dei telegrammi: in totale ogni istituto spreca, ogni anno, una cifra che varia dai 15.000 ai 20.000€.

Il tutto, costerebbe molto ma molto meno, usando un mezzo tanto comune quanto semplice: gli SMS. Questa idea non è proprio della Gelmini e di Brunetta, visto che proprio cinque anni fa, VareseNews, intervistava un’azienda bustocca tanto innovativa quanto intraprendente. La Pyramid di Norberto Tranquillo, fornisce alle scuole di tutta Italia un sistema molto simile a quello descritto dal decreto, con il suo software TASSO. TASSO, che a cinque anni dalla nostra intervista si è ulteriormente evoluto, invia automaticamente SMS (o anche e-mail e telegrammi, se necessario) ai docenti della graduatoria, nel tempo di un clic. I docenti possono rispondere anche via e-mail o SMS, velocizzando ulteriormente il processo. I costi? Decisamente ridotti: il software parte da una versione base di 350€ il primo anno, al quale si abbina un lotto di 1.000 SMS a 200€. Il canone annuo del software costa a partire da 90€.

Sono cifre decisamente trascurabili rispetto a quelle spese oggi, eppure in questi cinque anni non sono stati in molti a preferire il risparmio alla tradizione. «Certamente ci sono state realtà lungimiranti che hanno capito subito il valore di un sistema come questo», precisa Tranquillo, «Come i comuni di Cassano Magnago e Fagnano Olona che già da diversi anno hanno dato TASSO in dotazione alle loro scuole». Nella provincia di Varese, poi, sono anche altri gli istituti che da tempo cercano i supplenti con gli SMS di Tasso, come il De Amicis, il Verri e il Tosi di Busto, ma anche l’Isis Ponti di Gallarate. Per non parlare della provincia di Vicenza; l’assessore alla Pubblica Istruzione Martini già alcuni mesi fa si è interessata al sistema per un progetto di fornitura a tutti gli istituti della provincia.

Certo, sono istituti importanti, ma considerando il risparmio per le nostre tasche ci si sarebbe aspettati molto di più. Ora per l’azienda di Busto, la più nota per questo servizio tecnologico, le cose dovrebbero davvero cambiare. In fondo il decreto parla di semplificare procedure, di ottimizzare risorse, di risparmiare soldi pubblici. Proprio gli obiettivi che hanno portato, nel 2004, alla nascita del progetto TASSO.

In un passaggio si dice chiaramente che: "A condizione di un comprovato risparmio complessivo rispetto ai costi conseguenti alle consuete modalità di utilizzazione dei mezzi telefonici e postali, è ammessa l’adozione – tramite apposite convenzioni da stipulare con le società operanti nel settore – di sistemi di comunicazione singola o plurima tramite SMS".

E dire che tutto è nato quasi per caso, racconta il papà di Tasso: «Ero andato in una scuola del Piemonte e rimasi scioccato dalla procedura macchinosa per la ricerca dei supplenti. Così cercai il decreto in vigore all’epoca, e dopo due mesi nacque l’antenato di TASSO. Qualche mese più tardi la responsabile di segreteria mi ringraziò: grazie a lei sono tornata a salutare i miei colleghi. Per me è stata la soddisfazione più grande».

Ora, questa esperienza, porterà i suoi frutti. Non a caso proprio in questi giorni TASSO è stato presentato presso la provincia di Varese, che sta valutando il progetto e si riserva di parlarne con il provveditorato. La presentazione, è giusto dire, è avvenuta prima della pubblicazione del nuovo decreto ministeriale. Se il tutto dovesse andare in porto, per le scuole varesotte si prospettano costi ben più che dimezzati.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 giugno 2009
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