“Il corpo distante”: medici a confronto su medicina e psicologia

Martedì 22 settembre a partire dalle ore 10 preso l’Aula Magna dell’Università dell’Insubria, in Via Ravasi 2, a Varese. Responsabile scientifico dell’evento, il prof. Giustino Tomei, Direttore

«Il corpo distante; l’identità del paziente tra medicina specialistica e aspettative di cura».
È questo il titolo del convegno che si terrà martedì 22 settembre a partire dalle ore 10 preso l’Aula Magna dell’Università dell’Insubria, in Via Ravasi 2, a varese.
Responsabile scientifico dell’evento, il prof. Giustino Tomei, Direttore del Dipartimento di Chirurgie Cervico-Facciali dell’Azienda ospedaliera.
«La medicina contemporanea – spiega Tomei – progredisce rapidamente, soprattutto per quanto riguarda gli strumenti diagnostici e le apparecchiature tecnico-chirurgiche, permettendo diagnosi sempre più accurate e procedure terapeutiche meno invasive, con indubbi vantaggi sul paziente. Questo rapido sviluppo tecnologico richiede un continuo aggiornamento degli operatori sanitari e, di conseguenza, una maggiore specializzazione, aumentando i campi di competenza e la necessità di riconoscere nuove figure professionali e specialistiche». 
«ne deriva che il paziente, il suo corpo – continua Tomei – viene come suddiviso e distribuito ai vari campi di competenza, inserito in un sistema sanitario che si vuole sempre più efficiente e qualificato. In tutto questo, però, la cosiddetta prestazione sanitaria si riduce all’erogazione di un servizio, perdendo il carattere di relazione umana che costituisce invece una parte decisiva degli aspetti della cura di una malattia. Il medico sempre meno spesso è chino sul paziente (da cui l’etimologia della parola clinica), mentre sempre più frequentemente è sollecitato a prestare attenzione alle immagini di organi e apparati del paziente che la moderna tecnologia proietta su schermi o monitor».
«D’altro canto – aggiunge il dott. Sergio Balbi, neurochirurgo – la fede sempre più diffusa nelle conquiste della tecnica, e le aspettative di un loro continuo e sicuro miglioramento, è divenuta rapidamente sentimento comune in tutti i campi della nostra vita quotidiana, e si sta sostituendo, nella visione del paziente, all’affidamento fiducioso verso una relazione umana con il proprio medico».
«Le aspettative di cura e trattamento – conclude Tomei – si vanno lentamente trasformando, assumendo anche nella prospettiva del paziente le caratteristiche di un servizio di cui si possa certificare la rapidità e l’efficacia, dai risultati sempre meno incerti, che gli possa restituire una piena efficienza lavorativa. Nel processo di diagnosi e cura la malattia viene quindi vissuta come ostacolo ad un modello di perfetta efficienza che, ridotta temporaneamente, deve essere ripristinata, in modo tale che l’atto terapeutico viene percepito come un semplice processo di riparazione dell’organo malato. Il corpo e la malattia non vengono quindi più vissuti come parte della nostra storia personale ma come una parentesi, difficile e dolorosa, nel percorso della figura sociale e nel ruolo che ricopre quotidianamente chi non è più possibile definire sano».
Da queste riflessioni si evince chiaramente che la materia del convegno non coinvolge solo le figure professionali del campo sanitario, ma anche varie figure di esperti di altre discipline, come storici, filosofi, antropologi e psicologi, tutti presenti all’evento che si propone l’obiettivo di approfondire il significato delle parole quali corpo, anima, malattia, cura, paziente, per ritornare a vedere le conquiste della medicina come uno strumento finalizzato all’incontro tra due persone (il medico e chi è sofferente) in cui nasca un rapporto di ascolto, competenza e vera fiducia, restituendo ad entrambe le figure le giuste prospettive nel cammino a volte lungo e faticoso della storia di una malattia e della sua cura.
L’iniziativa si rivolge a medici di area interdisciplinare, psicologi ed infermieri, ma anche a tutti coloro che sono interessati ad approfondire queste tematiche che riguardano la storia personale di tutti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 settembre 2009
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