Un the nel bosco

Domenica 27, dalle 14 alle 18 mostra di pittura di Daniela Nasoni a Travedona in località Le Selve

"Gli alberi non hanno fretta, l’arte non ha fretta, le emozioni non hanno fretta. La scelta di degustare tranquillamente seduti a un tavolo un the caldo nel bosco è un momento per celebrare la contemplazione e la bellezza di un tempo che non conosce fretta".
Daniela Nasoni spiega così la sua scelta di realizzare una mostra dei suoi lavori nel bosco a Travedona.
Sceglie una serie di frasi che accompagnino questa sua ricerca artistica.
“…Eppure anche un’opera visiva richiede un tempo di circumnavigazione” entro il quale si consuma il lavoro dello spettatore/lettore.
“…Certi quadri impongono una lettura multipla: per esempio, si pensi ad un’opera di Pollock, dove a prima vista la tela si presta a una rapida ispezione (si vede solo materia informe), ma in un secondo tempo si tratta di interpretare e scoprire la traccia immobile del processo formativo, e –come accade nei boschi e nei labirinti- risulta difficile dire quale tracciato sia da privilegiare, e da dove iniziare, quale sentiero scegliere…”

Un’esperienza vissuta in un bosco abbraccia una realtà completamente diversa da quella cittadina o paesana: l’atmosfera, la luce, i colori, gli impercettibili spostamenti delle foglie e del sottobosco, i dettagli sempre più piccoli che raccontano di una vita silente, una vita atavica che pulsa nel suono della Terra.
La mente occupa allora un nuovo spazio, i pensieri vagano e percorrono traiettorie invisibili, si ricongiungono ad un ritmo vitale, in una nuova rinascita, che spesso sfugge alla quotidianità, e i passi, intervallati da soste e contemplazioni, ne scandiscono il tempo.

L’affinità tra arte e bosco?

“… Un bosco è, per usare una metafora di Borges (…) un giardino dai sentieri che si biforcano. Anche quando in un bosco non ci sono sentieri tracciati, ciascuno può tracciare il proprio percorso decidendo di procedere a destra o a sinistra di un certo albero e così via, facendo una scelta ad ogni albero che si incontra.”

“…In un bosco si passeggia. Se non si è obbligati a uscirne a tutti i costi per sfuggire al lupo, o all’orco, si ama indugiare, per osservare il gioco della luce che filtra tra gli alberi e screzia le radure, per esaminare il muschio, i funghi, la vegetazione del sottobosco: indugiare non significa perdere tempo: spesso di indugia per riflettere prima di prendere una decisione.
(…) in un bosco si può anche passeggiare senza meta, e talora proprio per il gusto di perdere la giusta via”

Passeggiare in un bosco è farsi rapire dal bosco stesso, rompere lo strato della superficie visibile per rivelare un mondo sensibile, il perdersi per scoprire nuove traiettorie e nuove mete, lasciare al caso e all’imprevisto il potere di raccontare una nuova realtà. Comprendere un’opera è scegliere, indugiare e farsi guidare dall’opera stessa, allora la realtà del bosco e quella dell’opera vanno a sovrapporsi per creare un’unica natura, dove soggetto e ambiente vivono la stessa vita, ne abbracciano lo stesso destino.

Le citazioni sono tratte da:
Umberto Eco, “Sei passeggiate nei boschi narrativi”, Bompiani, 1994

Mostra di pittura
27 settembre 2009, h 14.00-18.00
Travedona-Monate (VA), via Trevisani
Località Le Selve

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 settembre 2009
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