“Una sorpresa anche per me”

Noemi Cantele raggiante per l'argento mondiale svela: «Un tempo non amavo la crono, stavolta invece sono partita felice di affrontarla». La felicità di papà Peppo e dei grandi dirigenti del pedale varesino

Noemi non bluffava: le speranze di entrare tra le prime dieci al mondo nella cronometro di cui la varesina parlava alla vigilia erano realmente quelle della ragazza di Arcisate che per la prima volta a Mendrisio ha affrontato una crono iridata.
«E invece è stata una sorpresa anche per me» racconta con un sorriso totale nella conferenza stampa che segue la sua corsa argentata. «Vi assicuro che non ho preparato questa corsa in modo specifico e durante lo svolgimento non sapevo neppure come stavo andando. Avevo sensazioni contrastanti e non ho voluto usare la radiolina; però al termine della seconda salita ho finalmente sentito Salvoldi (il ct femminile ndr) urlare i tempi con l’altoparlante dell’ammiraglia e lì ho capito di dover dare proprio tutto fino alla fine. Lo sforzo mi ha fatto anche vomitare ai 3 chilometri dal traguardo ma a quel punto sono stata ancora più libera e veloce».
La chiave del successo di Noemi è arrivata probabilmente a giugno, quando a Imola ha vinto il tricolore contro il tempo. «Era la prima volta che partecipavo al campionato italiano di specialità, come è stata la prima volta oggi in un mondiale. A questo punto – ride – mi conviene convertirmi del tutto alla crono. Scherzi a parte, ho voluto provare: un tempo non mi piaceva questa prova, oggi invece sono partita contenta e felice di affrontarla. Arrivo a una medaglia mondiale a 28 anni (tra le Elite; nel ’99 aveva vinto il bronzo in linea juniores ndr) e forse fa parte del mio modo di essere: ci metto tanto tempo a raggiungere la meta ma prima o poi ce la faccio».
Dopo la dedica di rito a tante persone «ma soprattutto a nonno Raffaele che regalò a me e a mio fratello la prima bici da corsa quando eravamo piccolissimi», Noemi pensa all’immediato futuro, ovvero alla prova in linea di sabato mattina. «Questa medaglia mi fa volare: l’obiettivo di oggi era proprio quello di scaricare la tensione in vista della prova su strada e a questo punto è andata ancora meglio. Quella di sabato è la corsa per cui sono qui, l’obiettivo vero: arriverò all’appuntamento in modo fantastico. Non posso chiedere di più».
 
La felicità di Noemi è anche quella di papà Peppo, commosso a pochi metri dal traguardo (foto). «Speravamo in un sesto o settimo posto perché diceva di “stare da Dio”. Insomma, ci auguravamo una prova buona in vista di sabato anche perché fin da piccola non ha mai voluto fare le cronometro. Invece ha fatto una cosa grandissima, non si poteva proprio ottenere di più. Si vede che quella maglia di campionessa italiana l’ha convinta una volta per tutte che anche qui poteva mirare in alto. Siamo felicissimi».
Tra gli artefici di questa meravigliosa impresa anche il commissario tecnico Dino Salvoldi e la compagna di squadra Tatiana Guderzo. «Io con lei sono stato anche duro, perché da Cantele mi aspetto molto. Ha il fisico e le caratteristiche per andare forte a cronometro, ora l’ha capito. Purtroppo a Mondiali e Olimpiadi la prova contro il tempo viene sempre prima di quella in linea, perciò Noemi ha sempre avuto timore di sprecare energie. Da stasera, credo, non avrà più queste paure».
«Noemi non si è nascosta alla vigilia – spiega invece Guderzo, 18a all’arrivo – L’ho vista in faccia e vi assicuro che è davvero sorpresa della sua gara. Si merita questa medaglia: sono contenta per lei e per la Nazionale perché a questo punto correremo con ancora più grinta sabato».
 
Infine spazio ai due patron del ciclismo varesino. «Non ho parole, sono strafelice» esclama Mario Minervino, colui che ha portato a Cittiglio la Coppa del Mondo femminile con il Trofeo Binda di cui Cantele è madrina. «Una medaglia inseguita da anni è arrivata, sono un suo grande estimatore. Non so cosa altro dire».
Renzo Oldani, il vicepresidente di Varese2008 chiude con una considerazione importante. «Qualcuno ha detto che Noemi è arrivata tardi al successo: è vero ma non dimentichiamoci che ha una laurea con 110 e lode in economia e commercio. Oggi ne ha aggiunta una nella cronometro: questo dimostra ancora di più tutto il suo valore».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 settembre 2009
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