Patologie vascolari della retina: se ne parla al Circolo

Simposio venerdì 13 dicembre su alcune manifestazioni oculari che sono sintomi di malattie o disordini generali




Specialisti a confronto questa mattina, venerdì 13 novembre, all’ospedale di Circolo nel corso di un simposio organizzato dal direttore dell’unità operativa prof. Claudio Azzolini.

 

Le patologie vascolari della retina sono alterazioni dei vasi ematici che nutrono la retina, determinando una loro parziale o completa chiusura. Ne deriva una diminuzione o mancato apporto di sangue alla retina. Come reazione possono inoltre formarsi vasi anomali che sanguinano e provocano cicatrici sulla retina. I sintomi hanno in comune un calo della vista fino alla cecità. È quindi importante riconoscere tempestivamente queste patologie, e utilizzare al meglio le strumentazioni necessarie per il loro studio e terapia medica, con laser e chirurgica.

 

Le patologie vascolari della retina non hanno origine solamente nei tessuti oculari, ma molto spesso sono una manifestazione oculare di malattie e disordini generali. Per questo motivo in questo Simposio Multidisciplinare si confrontano specialisti oculisti, internisti, ematologi e farmacisti per affrontare al meglio l’approccio diagnostico e terapeutico di queste patologie.

 

Il Simposio è dedicato agli oculisti e operatori della sanità per un aggiornamento della cause, diagnostica e cura di queste patologie. In particolare si parlerà delle più comuni patologie vascolari della retina, senz’altro la retinopatia diabetica e le occlusioni vascolari retiniche.

 

«La retinopatia diabetica – spiega il professor Azzoliniè la più diffusa e la più importante malattia metabolica presente in Italia e nel mondo occidentale. Si calcola che il numero dei diabetici in Italia sia di circa 3 milioni ai quali si devono aggiungere almeno altri 2 milioni di casi non ancora diagnosticati. A fronte di una prevalenza di 3-5% di casi noti, circa il 50% dei casi di diabete mellito risulta infatti non ancora diagnosticato. Ogni anno si verificano circa 200.000 nuovi casi di cui circa 15.000 di tipo 1 (curabile con l’insulina) e 185.000 di tipo 2 (curabile con altri farmaci).

Almeno il 30-50% dei pazienti affetti da diabete mellito risulta affetto da un qualche grado di retinopatia diabetica che, a sua volta, è ad alto rischio nel 10% dei casi. La retinopatia diabetica è relativamente poco frequente nei primi 2-3 anni dalla diagnosi nei pazienti con diabete tipo 1, mentre nei pazienti con diabete tipo 2 una proporzione consistente (fino al 30%) presenta retinopatia già al momento della diagnosi.

 

Le occlusioni vascolari retiniche. possono interessare le arterie o le vene retiniche. L’incidenza dell’occlusione dell’arteria centrale della retina è di poco meno di un caso su 100.000 persone. La malattia è tipica del paziente anziano. Il coinvolgimento bilaterale si osserva solo nell’1-2% dei casi. Fino al 75% dei pazienti presentano aterosclerosi diffusa, associata a ipertensione o diabete. Le trombosi retiniche (occlusioni venose retiniche) rappresentano la seconda principale patologia vascolare retinica dopo la retinopatia diabetica, con una prevalenza nella popolazione compresa tra lo 0.6% e l’ 1.6% e un’incidenza nella popolazione sopra i 40 anni di poco più di due casi su 1000 persone, valore che raddoppia per i pazienti di età superiore ai 65 anni.

Il nostro è un Centro di eccellenza per la cura di queste patologie. La diagnostica comprende, fra le altre apparecchiature, tomografi ottici retinici a scansione laser di ultima generazione per particolari “scan” della retina con risoluzione fino a pochi micron, circa 20 volte meno dello spessore di un capello, e fluoroangiografi molto sensibili per studiare la circolazione retinica con mezzo di contrasto. In questo modo “vediamo” e “misuriamo” le micropatologie retiniche. La terapia è eseguita con farmaci specifici dati sia per via generale che iniettati con particolari procedure all’interno dell’occhio. Eseguiamo inoltre, ove necessario, terapie con laser dedicati e chirurgia vitreoretinica mininvasiva ove occorra.

Sottolineiamo la multidisciplinarietà dell’approccio clinico di queste patologie che si avvale, oltre dell’oculista, di medici internisti specializzati nella cura della malattie metaboliche e della coagulazione di fama internazionale.

Nel nostro Centro di eccellenza si effettuano “Trial clinici” in collaborazione con altri centri in Italia ed all’estero alla ricerca delle terapie più efficaci. A questo proposito siamo presenti molto spesso a Congressi e Simposi in Italia ed all’estero, come recentemente a New York ove abbiamo presentato i nostri risultati con nuovi tipi di terapie combinate.  

Infine, stiamo promuovendo un progetto informatico di scambio dati e immagini con gli specialisti oculisti del nostro territorio per dare un servizio migliore e più efficace nella cura di queste malattie».

 

A conclusione, verranno presentati e discussi dagli specializzandi della Clinica Oculistica casi clinici e relative problematiche di diagnostica e cura.




di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 novembre 2009
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