Giovanni Impastato: “La vera battaglia è in difesa della dignità”

Giovanni Impastato è stato protagonista dell'assemblea studentesca voluta dai ragazzi del liceo classico Cairoli. Grande l'interesse per un personaggio così simile a loro

Peppino ImpastatoSanno poco di mafia, quasi nulla della ‘ndrina di Lonate Pozzolo e della grande mobilitazione che i coetanei di Busto Arsizio hanno messo in piedi gemellandosi con gli studenti della Calabria.
Ma una cosa la sanno bene: la mafia c’è, esiste, ed è presente anche a Varese. Questa mattina i 900 alunni del liceo Cairoli di Varese hanno partecipato a un’assemblea dedicata alla malavita organizzata: prima il film “I cento passi” poi l’incontro con il fratello di Peppino Impastato,  Giovanni che oggi ha raccolto l’eredità del fratello e promuove la cultura della legalità: « Si tratta di una cultura che non sempre è quella delle leggi – afferma Giovanni – La legalità si fonda sul rispetto della dignità umana. Bisogna battersi perché non si calpestino i diritti civili delle persone, non si minacci il lavoro, la libertà, il libero pensiero».

Giovanni ha raccontato della sua vita accanto a Peppino, alle battaglie portate avanti, alla sua scomparsa: « I ragazzi sono curiosi. Quello che li colpisce è sicuramente la vicenda umana, l’esperienza vissuta da un ragazzo come loro che non ha avuto paura a mettersi in gioco, a fare politica, a battersi per le sue idee. E spero che, da questo esempio, le nuove generazioni imparino il valore dell’azione, sappiano che non è possibile voltarsi dall’altra parte. La mafia c’è ed esiste perché è tollerata anche da un certo sistema politico. Giovanni Falcone ripeteva che i mafiosi sono persone come le altre ma riescono perché possono contare su protezioni. I giovani devono sentirsi parte integrante di un processo di liberazione da questo male». 

Il seme della legalità, comunque, comincia ad attecchire: « Quando dodici anni fa iniziavo a presentare il film sulla vita di mio fratello riscontravo una grande emotività per la vita di Peppino ma anche indifferenza verso il problema della mafia. Il problema riguardava gli altri. Oggi avverto una grande sensibilità, segno che l’opera della magistratura da una parte e la crescita culturale portata avanti da diverse associazioni dall’altra stanno trovando terreno fertile su cui attecchire. I giovani sono molto interessati anche perché si rendono conto che il sistema mafioso è molto esteso, non più limitato al Sud. La Lombardia è la seconda regione, dopo la Sicilia, per confisca di beni. Il fenomeno mafioso è diverso, ha una veste molto più economica, segue il flusso dei soldi: ecco perché è in Lombardia che ha trovato il terreno più fertile su cui mettere radice».

Giovanni Impastato, qualche mese fa, ha subito un attentato: « È il segno evidente che diamo fastidio. Ceh la nostra voglia di far crescere una coscienza sociale viene vissuta come una minaccia reale. La battaglia per la legalità deve continuare e i giovani sono la forza su cui puntare: il loro impegno in politica, una politica dal basso e portata avanti con passione, potrà essere la vera arma per sconfiggere chi non ha rispetto della dignità. Oggi i ragazzi sono ancora troppo bombardati dalle notizie che appaiono sui media e che non rivelano la verità. Hanno troppi messaggi negativi che influenzano la loro crescita. Gli incontri che questi ragazzi vogliono e organizzano sono il segno di una generazione che vuole svegliarsi e darsi da fare».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 aprile 2012
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