Sindacati: per la riforma del lavoro serve di più

Dopo le modifiche al disegno di legge, da Varese arrivano proposte comuni: ammortizzatori sociali più estesi, agevolazioni per le aziende e più stabilità per i giovani

Dopo la presentazione del disegno di legge sulla riforma del lavoro, la cui principale novità è il ritorno del reintegro per i licenziamenti economici (in caso di manifesta insussistenza), la parola passa ai sindacati. In vista della manifestazione del 13 aprile in difesa dei lavoratori “esodati” (lavoratori in bilico tra lavoro e pensione), a cui parteciperanno Cgil, Cisl e Uil, dalle segreterie di Varese arrivano le prime impressioni e le ulteriori proposte di modifica al disegno.
Franco Stasi, segretario della Cgil, esprime un primo giudizio positivo nei confronti delle nuove modifiche all’articolo 18: «Il Governo ha fatto marcia indietro, e questo è un dato positivo. Sicuramente si dovrà ancora lavorare sul testo, e noi chiediamo una formulazione dell’articolo 18 ancora più chiara». Nell’ordine: più tutele ai lavoratori per affrontare in modo efficace la crisi, a partire dagli ammortizzatori sociali. «I soldi sono insufficienti – prosegue il segretario della Cgil – e non tutte le fasce sono coperte. A questo si aggiungono le numerose tipologie contrattuali: su 47 soltanto due sono state toccate, e questo è a discapito delle giovani generazioni».

Anche la riforma delle pensioni non è indenne da critiche, in quanto, secondo il sindacato, penalizza ulteriormente i giovani e non rende più aperto il mercato del lavoro. «L’11 aprile all’istituto De Filippi diremo pubblicamente i nostri giudizi e le nostre impressioni – conclude Stasi -. E il 20 aprile a Gallarate sarà organizzato uno sciopero di 4 ore».
Carmela Tascone, segretaria della Cisl di Varese, si dichiara soddisfatta per la modifica relativa all’articolo 18, anche se si dice cauta nel valutare il disegno di legge, poichè non c’è ancora un’interpretazione univoca. «La riforma ha senso se c’è la crescita, se non c’è, non va bene. Se parliamo del dato di Varese, bisogna rilevare che ha il tasso di disoccupazione più alto della Lombardia».
Tascone vuole che si eviti quello che è successo con la riforma delle pensioni, e aggiunge che la riforma deve entrare nell’ottica reale della flessibilità buona e del lavoro buono. «Lo sguardo su lavoratori e pensionati deve essere di 360 gradi – aggiunge- perché sono loro ad avere un fardello importante sulle spalle e temo che questa situazione sfoci in manifestazioni sempre più gravi».

Secondo Antonio Albrizio, segretario della Uil di Varese, sono stati fatti passi avanti, anche se dichiara: «Il nostro giudizio definitivo arriverà soltanto alla fine». Albrizio ribadisce inoltre l’importanza degli ammortizzatori sociali, che devono coprire tutte le fasce (« Si tratta di rispettare le semplici regole di un paese civile») e si sofferma sul tema della pressione fiscale, affermando che: «La riforma del lavoro, da sola, non serve a farlo ripartire poiché molte aziende si trovano intrappolate nella tagliola del credito. Questo è un grave problema, e spero che gli interventi in materia fiscale, come il recupero dalla lotta all’evasione, possano agevolare le aziende».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 aprile 2012
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