Farioli risponde alla prima domanda: “Con Unione Italiana nessun accordo sotto banco”

Il primo cittadino ha inaugurato, prendendo spunto dalle 10 domande di POrfidio, una nuova rubrica e comincia rispondendo alla domanda dell'ex-consigliere su quali siano i veri accordi presi con Librandi

Riceviamo e pubblichiamo la prima risposta del sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli alle domande poste dai cittadini. L’iniziativa è partita in seguito alle 10 domande alle quali Audio Porfidio chiede risposta. Il sindaco ha deciso di prendere al balzo l’iniziativa inaugurando una rubrica sul sito del Comune chiamata "Una domanda al giorno". Ecco la prima risposta al quesito numero uno di Porfidio.

Qual’è il vero accordo che soggiace dietro il ritiro del ricorso al tar da parte di Unione Italiana e perchè questo tanto decantato "consulente" non si è ancora palesato?

“Premesso che presupposto e costante dell’Amministrazione che mi onoro di rappresentare è, salvo il dovuto rispetto della riservatezza di alcuni dati personali e la rigorosa tutela della privacy per vicende sensibili, il non rendere pubblico nulla di diverso da ciò che viene discusso, deciso e convenuto in merito all’Amministrazione comunale, né assumere decisioni che non possano essere comunicate nella loro completezza, devo purtroppo constatare che riferirsi ad un vero accordo lascerebbe intendere un diverso e falso accordo. Non potendo, attraverso la sfera di cristallo, immaginare quale sarebbe il contenuto di tal falso accordo, mi limiterò a fare una breve sintesi di quanto concerne i rapporti tra Unione Italiana, il sottoscritto e l’Amministrazione comunale. Scusandomi anticipatamente per coloro i quali riterranno ciò tautologico e noioso e lasciando fuori ogni intento strumentalmente polemico, va innanzitutto ricordato che Unione Italiana è un movimento politico sorto da qualche anno per iniziativa del dottor Gianfranco Librandi e che nel corso delle più recenti elezioni amministrative ha presentato liste o comunque svolto azione politico-amministrativa quasi sempre collocandosi sul quadrante di centrodestra dello scenario. E’ di questi giorni l’azione di class action contro l’area C di Milano.

Avvicinandosi le elezioni amministrative di Busto Arsizio del 2011, Unione Italiana, attraverso il suo segretario nazionale e i suoi organi locali, aveva manifestato la volontà di sostenere la mia candidatura a sindaco, sottoscrivendo anche alcune ipotesi programmatiche che non furono poi concretizzate a seguito del veto posto da esponenti di politici livello provinciale. Tutto ciò portò alla presentazione di una lista autonoma con l’indicazione a candidato sindaco del signor Bruno Tridico. Unione Italiana non ottenne alle elezioni tenutesi il 15 e il 16 maggio 2011 un riconoscimento elettorale sufficiente a garantire la presenza in Consiglio di suoi esponenti, cosa peraltro che non ottennero anche altre liste e candidati sindaco. Basti citare con l’occasione, l’Udc con candidato sindaco Iadonisi, la Voce della Città con candidato sindaco Audio Porfidio, l’Articolo 3 con candidato sindaco Antonello Corrado, ed inoltre le liste Italia dei Valori, Federazione della Sinistra e Verdi a supporto di Carlo Stelluti, FLI, API per Busto e Impronta Giovane a supporto di Giampiero Rossi e Io amo l’Italia a supporto del sottoscritto.
Unione Italiana, in data 1 luglio 2011, notificò ricorso al TAR per ottenere l’annullamento degli atti della proclamazione del sindaco e del consiglio, ritenendo che fosse stata lesa nella procedura elettorale la par condicio, in quanto i nomi di alcuni suoi candidati non risultavano stampati sui manifesti ufficiali predisposti per i seggi elettorali. Su questo ricorso il TAR Lombardia si pronunciò dichiarandolo inammissibile, ma, a seguito di  appello al Consiglio di Stato e diverso pronunciamento, per ulteriore corso, il tutto è stato rinviato con sentenza 2102 del 2012 ancora all’attenzione del TAR.

Dopo molti pronunciamenti e approfondimenti che hanno finito col colorire di gossip il tema e alimentare il dibattito giornalistico per qualche settimana, ho ritenuto mio personale dovere, una volta predisposta la bozza di bilancio preventivo e averlo inviato in Consiglio, contattare personalmente il dottor Librandi, onde evitare sia il nocivo procedere di illazioni a riguardo, sia il rischio che, inconsapevolmente, il giudizio formalistico o burocratico finisse con l’avere il sopravvento rispetto al concreto manifestarsi della democrazia.
Nel corso del colloquio ho potuto sottoporre all’attenzione del dottor Librandi, insieme con le relazioni di programma e la proposta del bilancio, gli intendimenti dell’Amministrazione, così come ho avuto modo di constatare che Unione Italiana, nella legittima manifestazione di un interesse politico, desiderava riconfermare la volontà di sostenere l’Amministrazione e di potervi in qualche modo contribuire. A questo punto, con particolare riferimento al tema della necessità di sostenere con convinzione la politica della nostra Amministrazione che, pur nelle difficoltà economico – finanziarie e nella costante diminuzione di risorse trasferite, ha saputo mantenere la pressione tributaria più bassa della provincia, diminuire in 5 anni il proprio debito di oltre il 50%, e , pur nel rispetto del patto di stabilità, aumentare sensibilmente gli investimenti, Unione Italiana ha ritenuto di superare il rischio di ritorno alle urne. In particolare si è detta entusiasta delle azioni strutturali ipotizzate nella relazione di programma con esplicita indicazione di spending review e riorganizzazione dell’ente locale e del mondo delle partecipate.

E’ a questo punto che mi sono permesso di proporre a Unione Italiana, trovando sensibile e convinta condivisione, di contribuire attraverso l’indicazione di una figura di alto spessore professionale e di indiscusse competenze amministrative che, senza quindi alterare equilibri politici ed elettorali, potesse affiancarmi in qualità di consulente gratuito, proprio sui temi della spending review e della riorganizzazione dell’ente e delle società partecipate. Sottolineo che la figura di alto spessore professionale e di sicure competenze amministrative verrà segnalata da Gianfranco Librandi, dovrà essere ovviamente condivisa dal sottoscritto, avrà specifico incarico che sarà meglio definito e dettagliato nell’atto di nomina e risponderà solo e unicamente al sottoscritto. Ripeto che tale incarico sarà svolto a titolo assolutamente gratuito, non potrà prevedersi alcun emolumento o rimborso spese, nemmeno per i consulenti o esperti di cui l’incaricato dovesse avvalersi, e la sua opera andrà ad aggiungersi all’intelligente predisposizione della politica di controllo di gestione, della conferma di rating, di approntamento del bilancio consolidato.

Tutte operazioni che, iniziate sul finir della tornata amministrativa scorsa ed intelligentemente coordinate dall’ assessore Laura Mira Bonomi e dalla dottoressa Maria Teresa Marino, hanno attirato l’attenzione di alcune della società più affermate nel settore della certificazione di enti pubblici e privati, che ci hanno contattato in queste settimane per proporci un percorso che possa inserire Busto Arsizio tra i comuni prototipo di esperienze innovative, con la prospettiva di poter essere esentati per gli anni a venire dal rispetto del patto di stabilità. Un accordo quindi che avremo modo di meglio presentare quando verrà affinato, ma che sin d’ora offre all’Amministrazione e alla Città di Busto Arsizio sicuri vantaggi e per di più offre il primo incarico di staff al sindaco. E, ad onta di ogni meschinità, peraltro gratuito.”

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 luglio 2012
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