L’invasione degli animali stranieri, un pericolo per l’ecosistema

Il ritrovamento di alcuni animali esotici ripropone il problema degli acquisti incauti. Il responsabile veterinario dell'Asl invita a informarsi prima di spiacevoli sorprese

Il drago barbutoUn drago nel parcheggio, la tartaruga vorace nell’orto, i gamberi della Louisiana sulla pista ciclabile. Cani, gatti e pesciolini rossi ormai non rientrano più tra i nostri desideri. Si pensa all’esotico, all’inedito, spesso, però, prendendo degli abbagli pericolosi, per sé e per l’ecosistema. 

Ne è convinto il responsabile del servizio veterinario dell’Asl Eraldo Oggioni che si impegna per migliorare la cultura veterinaria: « Quando si prende un animale, grande o piccolo, bisognerebbe sempre informarsi su ciò che comporta il suo mantenimento. Prendete, ad esempio, le tartarughine d’acqua: piccole e innocue ma, presto ci si accorge che mangiano solo gamberetti, che l’acqua va cambiata ogni giorno perchè puzza, che cresce a dismisura…così si preferisce raggiungere il primo ruscello e abbandonarla a se stessa. Creando notevoli problemi anche alla fauna presente».

Chi sta soffrendo di scelte irresponsabili è il nostro scoiattolo, quello rosso, che sta lottando nei lo scoiattolo rossoboschi contro il nuovo arrivato, il cugino grigio proveniente dal Nord America: « C’è stato un periodo in cui andava di moda. Si vedeva in vetrina e i genitori si intenerivano davanti alla richiesta dei figli. Poi, una volta a casa, si rendevano conto che questi piccoli roditori non erano per nulla amichevoli, che mordevano e non riuscivano a integrarsi nell’ambiente familiare. Così, via liberi nei boschi, dove si sono riprodotti a dismisura mettendo a rischio la stessa sopravvivenza dell’esemplare autoctono». Nei nostri boschi si ritrovano anche i daini, specie importata, scappata da recinti e che ora si è stabilita in queste zone provocando qualche squilibrio all’ecosistema. 

Il dottor Oggioni non entra nel dettaglio degli animali esotici, di competenza del Corpo forestale dello Stato, ma ci tiene a rimarcare gli sforzi che si stanno facendo per limitare acquisti incauti: « C’è anche chi importa illegalmente senza considerare i rischi anche sanitari che questo gesto comporta. Nei negozi, le specie in vendita sono tutte controllate e sicure, ma se ci si affida a canali non ufficiali si può mettere anche a repentaglio la salute, come nel caso di alcuni pappagalli che sono portatori di malattie anche gravi trasmissibili all’uomo».

Il dottor Oggioni ricorda che esiste una norma del codice penale che sanziona chi abbandona gli animali: « Oggi è vietato esprorre in vetrina qualsiasi animale perchè l’acquisto non deve avvenire sull’onda emotiva. Ma ancora molto si deve fare per evitare scelte che poi pesano sulla vita quotidiana, che siano scoiattoli, lucertole, cani o gatti…»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 agosto 2012
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