25 gatti “detenuti” in un cascinale, liberati dalla polizia

Operazione di polizia giudiziaria e carabinieri: animali tenuti rinchiusi in pessime condizioni sanitarie. Denunciata una donna che pensava di agire nell’interesse dei felini

Erano 25 i gatti “detenuti in condizioni disagiate” che sono stati scoperti dagli agenti Agenti ed Ufficiali di Polizia Giudiziaria del Nucleo Operativo Sanitario Provinciale. Denunciata a una signora che li aveva rinchiusi pensando di far loro del bene, ma gli animali si trovavano in pessime condizioni sanitarie.

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25 gatti "rinchiusi" in pessime condizioni 4 di 12

Gli agenti, dopo una segnalazione, sono andati nel cascinale di via Per Cantalupo nel marzo scorso, insieme ai carabinieri di Caronno Pertusella. Ora la conclusione delle indagini e gli animali che sono stati affidati all’Enpa: «I felini si trovavano detenuti in condizione di estremo disagio e sofferenza in un locale ricavato all’interno del corpo edificio principale di un cascinale – spiegano dalla Polizia Giudiziaria del Nucleo Operativo Sanitario -. Giunti davanti al locale in cui erano ricoverati i felini, dalla porta a vetri di accesso al locale anzidetto, abbiamo notato immediatamente che il pavimento era completamente imbrattato di feci e urina, miste a segatura e sporcizia varia». 

Inoltre, sebbene i serramenti non fossero oscurati, «gli animali risultavano comunque detenuti al chiuso in assenza di ricambio d’aria in un contesto di sporcizia generale. Anche cibo e acqua risultavano contaminati, i giacigli erano realizzati con materiali di fortuna quali stracci, coperte, paglia, plastica, assi di legno, vecchie gabbie metalliche e lastre di polistirolo anch’essi completamente sozzi e intrisi escrementi. La sofferenza di questi animali oltre a essere fisica era innanzitutto psicologica giacché esemplari abituati a vivere liberi venivano costretti alla cattività».

Siccome si tratta di animali selvatici la polizia giudiziaria non ha effettuato il sequestro preventivo degli animali ma, li ha catturati, al solo fine di sterilizzarli prima del rilascio. Il locale è comunque stato sequestrato temporaneamente (poi con convalida dall’Autorità Giudiziaria). Le catture degli animali e la contestuale igienizzazione del locale sono state effettuate dai medici veterinari. Le operazioni sono durate circa due mesi, e si sono concluse con la restituzione del locale ai proprietari e una denuncia a piede libero. I proprietari del locale è stato verificato fossero estranei ai fatti, mentre la responsabilità «era invece da ricondursi ad una signora che frequentava il posto e che li aveva catturati in loco con delle gabbie trappola convinta di agire nell’interesse degli stessi  – spiegano dalla Polizia Giudiziaria -, pensava che se fossero rimasti liberi avrebbero potuto perdersi, non trovare cibo, morire investiti. La donna è stata quindi identificata e  denunciata per detenzione di animali in condizioni incompatibili con la propria natura e produttiva di gravi sofferenze»

Proprio in questi giorni, onde impedire il ripetersi di quanto sopra esposto, il Comune di Origgio ha affidato all’ENPA di Saronno la gestione degli animali liberati. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 dicembre 2012
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