90 chili di droga scoperti grazie al fiuto di Napoleon

Un 40enne uruguaiano era diretto in Italia con centinaia panetti di hashish nascosti in un doppiofondo della macchina. È stato fermato al valico di Como

A nulla è servito l’espediente di presentarsi al valico autostradale di Como-Brogeda all’alba. Le unità cinofile antidroga e antivaluta della Guardia di Finanza erano già lì, per i quotidiani controlli in frontiera. È così andata male ad un 40enne uruguaiano residente in Spagna che con la propria autovettura stava tentando di importare in Italia ben 90 chili di hashish suddivisi in centinaia e centinaia di piccoli panetti dal peso variabile tra i 100 e i 250 grammi.
Non è sfuggita ai finanzieri, che hanno operato in collaborazione con i funzionari doganali della S.O.T. di Ponte Chiasso, la circostanza che l’uomo, residente in Spagna e proveniente dalla Francia, non avesse con sé alcun bagaglio: neppure il necessario per la pulizia personale.

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Al valico con 90 chili di droga 4 di 4

Fatto accostare per un controllo più approfondito, al resto hanno pensato “Dana” e “Napoleon”, due splendidi cani antidroga razza “malinoise” in forza al Gruppo della Guardia di Finanza di Ponte Chiasso, i quali hanno immediatamente “puntato” l’interno del bagagliaio e nonostante fosse completamente vuoto hanno cominciato a “raspare” con le loro zampe sulla moquette che lo rivestiva.
Secondo un ormai collaudato dispositivo, sono quindi entrati in gioco i “cacciavitisti”: le fiamme gialle specializzate nello smontaggio (e nel rimontaggio) dei veicoli. Non c’è voluto molto a quel punto per trovare l’ingegnoso doppiofondo realizzato proprio nella parte sottostante il baule e l’alloggiamento della ruota di scorta, per tutta la larghezza della vettura. Un capiente anfratto, realizzato da veri professionisti, dove erano collocati centinaia di panetti di hashish sapientemente stipati l’uno incastrato con l’altro.
La droga, come anche l’autovettura, è stata sottoposta a sequestro, mentre l’uomo è stato immediatamente arrestato per traffico internazionale di stupefacenti e condotto presso la locale Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

L’hashish, tutto confezionato in panetti rivestiti di cellophane, una volta immesso sul mercato, suddiviso in dosi, avrebbe fruttato agli spacciatori circa 1 milione di euro.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 maggio 2013
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