Intervista a Picco Bellazzi (Pd): “Abbiamo perso il treno di Expo”

Il capogruppo democratico in consiglio comunale critica il primo cittadino e la giunta per non aver saputo cogliere le tante opportunità per trasformare Busto da paesone a città: "In nome di un conservatorismo cieco"


Walter Picco Bellazzi, oltre ad essere un noto avvocato bustocco, è anche il capogruppo in consiglio comunale del principale partito di opposizione, il Partito Democratico. Nel Pd milita dalla sua fondazione e la sua storia politica parte dalla Democrazia Cristiana per poi svilupparsi con i Popolari e la Margherita, fino ad approdare nel Pd. Ha un blog che tiene aggiornato costantemente e non teme di essere rottamato dalle nuove generazioni che stanno cavalcando l’onda del segretario e premier in pectore Matteo Renzi e, anzi, le sprona ad impegnarsi nel partito per portare nuove idee. Ha una sua idea di opposizione che deve essere costruttiva e mai urlata, ammira il suo maestro Gianpiero Rossi e sogna un candidato sindaco del centrosinistra che sappia programmare almeno da qui a dieci anni.

Avvocato, da più parti si critica il modo di fare opposizione del Pd in consiglio comunale. Cosa pensa di questa critica?

«Busto Arsizio è una città molto conservatrice. Credo che i bustocchi siano gli ultimi a credere ancora che ci siano dei comunisti nel Pd. Lo stesso sindaco ci ha definiti "comunisti di merda"
Nel ’97 ero candidato sindaco e presi 12800 voti, questa volta meno di 5 mila. Non è facile per il centrosinistra affermarsi nonostante proprio a Busto ci sia stato il primo governo di centrosinistra nel ’63 e il primo ulivo nel 92 con Psi, Socialdemocratici, Pds. Quella giunta fu bloccata da tangentopoli che falcidiò la classe politica salvo poi finire con l’80% di assoluzioni. In quel momento si è persa una grande occasione per la città e per il centrosinistra, un’occasione che non abbiamo mai più riavuto per l’avvento della Lega Nord e di Forza Italia. Per quanto riguarda lo stile del nostro modo di fare opposizione è evidente che noi non cerchiamo lo scontro. Critichiamo quando c’è da criticare e collaboriamo quando vediamo che la giunta si muove nella giusta direzione»

Cosa sta facendo questa amministrazione per attutire risultati crisi?

«Tante parole e pochissimi fatti. Siamo fermi ai proclami, come spesso accade con questo sindaco. Non si puó usare sempre il paravento del patto di stabilità e non si può puntare solo ed esclusivamente sulla leva della tassazione locale. Servirebbero misure più incisive, visto l’aumento esponenziale degli sfratti che sono passati da 3-4 la settimana a 30-40. L’unico vero obiettivo raggiunto da Farioli è il freno alla tassazione locale che è uno specchietto per le allodole con il risultato che la città è bloccata. Ci sono strade devastate, aree strategiche abbandonate. Ad esempio il Borri, più si aspetta e più costa metterlo a posto, o il conventino che qualcuno eleva a simbolo della storia locale ma che sta crollando sotto i colpi dell’incuria e del degrado».

Spenderebbe 70 mila euro per il Baff?

«Per com’è stato fino ad ora non ha generato ricadute positive sull’economia cittadina. Così com’è strutturato è solo una vetrina per registi e attori destinato a rimanere qualcosa di provinciale. L’esempio che si dovrebbe seguire, invece, è quello di Giffoni (Salerno, ndr) dove si sono specializzati nella nicchia del cinema per ragazzi e il nome di quel festival è conosciuto in tutto il mondo. Farioli dice di essere lui l’assessore alla cultura ma se i risultati sono questi, è meglio che lascia perdere».

A proposito del sindaco, perchè continua a cambiare giunta?

«Quando si sente debole resetta e riparte ma sulla base di documenti e obiettivi completamente astratti che non definiscono azioni precise».

Ultimamente avete presentato un’interrogazione sulle iniziative da intraprendere per intercettare il flusso turistico che sarà generato da Expo 2015. L’amministrazione come si sta muovendo secondo lei?

«Malissimo. Siamo fuori dal punto di vista della logistica e ora di cerca affannosamente di rimediare ma come? Cosa offriremo al turista che scende a Busto? Non abbiamo nemmeno una struttura alberghiera in città degna di questo evento e abbiamo detto di no ad un grosso nome nel campo dell’offerta alberghiera per realizzare un’albergo nell’area ex-Borri».

Perchè Busto continua a perdere treni? Ha detto no ai centri commerciali, ci sono aree di trasformazione enormi che non decollano. Cosa frena il cambiamento di questa città?

«La lobby dei commercianti ha bloccato sviluppo della città. Serviva una politica di specializzazione e Busto deve decidere di fare il passo da paesone a città. Non siamo la capitale di niente, checchè ne dica il nostro sindaco. Purtroppo si sono distrutte le grandi potenzialità all’inizio degli anni ’90 con l’arrivo della Lega Nord e di una politica di arroccamento che è proseguita fino ad oggi».

Che risposta politica può dare il Pd per Busto?

«Può dare una visione del futuro e ci stiamo già lavorando. Non sarò io il candidato sindaco, se può interessare a qualcuno, ma sono partite le commissioni che stanno lavorando al programma. Servirà un candidato sindaco che unisca e che abbia un’idea precisa di città con una prospettiva di 10 anni. A causa della non programmazione siamo in questo limbo». 

Cosa pensa di Renzi?

«Credo che abbia sbagliato soprattutto il momento per lanciarsi in un’avventura a palazzo Chigi- Doveva aspettare almeno l’approvazione della legge elettorale, almeno l’anno prossimo. Mi auguro, comunque, che la scelta del Pd venga premiata». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 febbraio 2014
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