Passa in consiglio il bando per il campus sportivo

Il consiglio ha dato il via libera al progetto per la conclusione del palaghiaccio e per la realizzazione di nuove strutture sportive nell'area di Beata Giuliana. Su Accam il sindaco ribadisce: "Ho difeso la città e i suoi interessi"

L’annuncio dell’avvio di un percorso per la chiusura dell’inceneritore non c’è stato. Ieri sera il sindaco Gigi Farioli ha scelto di comunicare diversamente al consiglio quello che ormai è un dato di fatto, mentre in contemporanea l’assemblea di Legnano votava il no allo scenario che prevede il revamping di un forno di Accam: «Ho appreso da una giornalista di Legnano che l’amministrazione Centinaio ha deciso di non sostenere più la prosecuzione della vita dell’inceneritore – ha detto Farioli – ma da parte mia posso solo dire di essere stato sempre fermo nella mia decisione e l’ho detto anche all’assessore regionale all’ambiente Claudia Terzi e al presidente della Provincia di Varese Gunnar Vincenzi. La città di Busto Arsizio ha degli impegni in essere con questi due enti che hanno sottoscritto una convenzione relativa all’allungamento della vita dell’impianto fino al 2025 e, fino all’ultimo, ho difeso questa impostazione. Ora questi accordi andranno certamente rivisti». 

Il sindaco rivendica con forza le sue scelte, la sua visione e gli obiettivi che si era posto: «La mia proposta è sempre stata sul tavolo ed era quella di creare una società unica che gestisse l’intero ciclo dei rifiuti dalla raccolta allo smaltimento insieme ai Comuni di Legnano e Gallarate ma, mentre io ho fatto votare in consiglio questo percorso, non hanno fatto altrettanto i miei colleghi delle città confinanti». Sia Gallarate che Legnano, infatti, hanno cambiato le loro scelte col passare dei mesi e adesso si aspetta l’assemblea dei comuni soci di Accam del 2 marzo per mettere, finalmente, un punto fermo ad un balletto che va avanti da molti anni, iniziato con l’idea di ristrutturare entrambe le linee dell’inceneritore con un piano di investimenti da oltre 40 milioni di euro e che, col passare del tempo, è andato modificandosi fino alla decisione nel luglio del 2014 di rimettere tutto in discussione. 

La comunicazione del sindaco di ieri sera non ha lasciato spazio al dibattito nell’aula esagonale, probabilmente proprio per evitare il deflagrare di una notizia che, una ventina di operai di Accam presenti tra il pubblico, avevano appreso dai quotidiani on line solo qualche ora prima: l’impianto chiuderà. Durante il consiglio comunale, comunque, c’è stato spazio anche per la bocciatura della proposta di delibera presentata dal consigliere Ivan Catalano (Gruppo Misto) e da Marco Cirigliano (Sel) di aderire allo scenario che prevede la chiusura dell’inceneritore e la realizzazione della fabbrica dei materiali e dell’impianto di trattamento dell’umido. A votare contro la maggioranza mentre il Pd non ha partecipato al voto. Approvato, infine, l’atto di indirizzo per la realizzazione del campus di Beata Giuliana nell’area dove sorge lo scheletro del Palaghiaccio con i voti della sola maggioranza, soddisfazione dell’assessore ai Lavori Pubblici Paola Reguzzoni che ora potrà far partire l’iter del bando di gara che prevede la realizzazione del palazzetto del ghiaccio chiuso, di un campo da calcio a 11/rugby e di tre campi da calcio a 5.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 febbraio 2015
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