Che bello quando il modem gracchiava

No, non era meglio quando si stava peggio: è che quando faceva rumore voleva dire che ci si stava connettendo e tutto funzionava. Domani si celebra l'InternetDay. Mille eventi in tutta Italia. Qual è il vostro ricordo della prima "navigazione"?

“Il 30 aprile del 1986 l’Italia per la prima volta si è connessa ad Internet: il segnale, partito dal Centro universitario per il calcolo elettronico (CNUCE) di Pisa, è arrivato alla stazione di Roaring Creek, in Pennsylvania. Quella prima connessione era la fine del progetto di un gruppo di pionieri; ed è stato l’inizio di una storia nuova. Trenta anni dopo, il 29 aprile fino a notte, faremo in tutta Italia un Internet Day: per ricordare le gesta di chi ci ha creduto per primo; e per prendere da lì tutto lo slancio necessario a chiudere la partita iniziata allora. Banda ultrarlarga, competenze digitali, servizi digitali per tutti: è ora di accelerare. Come fecero 30 anni fa

In Italia gli eventi riportati sul sito dedicato all’ #InternetDay, al momento in cui scriviamo, sono oltre mille.

In redazione ci siamo chiesti quali fossero i nostri primi ricordi legati ad Internet. Ecco le risposte di alcuni di noi.

Andrea Camurani

“La prima volta che navigai su internet fu a casa del parroco di Orino, don Gianluigi Braga, verso il principio degli anni ’90. Era ed è un uomo sempre al passo con la tecnologia e molto disponibile a creare compagnia per i giovani del paese. Quella sera nello studio del prevosto, in fondo al corridoio, di solito saturo di libri e di bozze dell’informatore parrocchiale che già allora venivano scritti da un file digitale su dischetto, da quella stanza si cominciavano a sentire i primi vagiti del modem: in paese era nato internet. Forse fu quello il primo pc di Orino connesso alla rete. Al principio, per noi, era né più né meno che uno schermo un po’ colorato, da sbirciare ogni tanto, dove non si capiva bene davvero cosa stesse succedendo. Poi, di sera in sera, il timone rotondo di Netscape cominciò a fare capolino nelle nostre teste e a farci sviluppare curiosità. Da quel giorno internet entrò a far parte delle nostre vite”

Maria Carla Cebrelli

“La prima volta che ho visto internet è stato da una mia amica che usava icq. La prima volta che l’ho usato è stato per una ricerca per la scuola, mentre la prima volta che ho capito davvero la sua portata è stato l’11 settembre 2001”.

Marco Corso

“Preciso che ero molto piccolo quando internet è arrivato a casa, forse andavo ancora alle elementari…
Mi ricordo lo strano rumore del modem e non capivo perché nel frattempo non potevo telefonare. Ricordo che all’inizio bisognava fare in fretta a cercare le cose e poi scollegare il cavo, se no il telefono non funzionava. Ricordo quando qualcuno alzava per sbaglio la cornetta e tutto si bloccava. Ricordo anche che pensavo che “hotmail” fosse qualcosa di sconcio e ancora mi vien da ridere a pensare agli indirizzi creati per usare MSN. Ahhh, MSN…”

Tomaso Bassani

“Quando si faceva partire la connessione bisognava sempre incrociare le dita perché ci si riusciva una volta su tre e solo al terzo tentativo. E quella “musichetta” del modem a 56 Kps che oggi ci riempie il cuore di nostalgia l’ascoltavi milioni di volte con i nervi a fior di pelle e l’omicidio nel sangue. Agli inizi inizi la linea era così lenta che per l’apertura di una pagina ci potevano volere anche diversi minuti e per visualizzare un’immagine di media risoluzione almeno tre. Google mi ricordo di averlo utilizzato dopo molto tempo, prima il motore di ricerca da home page era Virgilio. Le prime linee internet non potevano funzionare contemporaneamente a quella telefonica pertanto ogni volta che qualcuno in casa alzava la cornetta la linea saltava. E di solito questo accadeva a metà del processo di scaricamento di una canzone su Napster che, per la cronaca, poteva richiedere anche una decina di ore per una canzone da 3Mb. Quando si sono cominciati a scaricare i primi video, della lunghezza massima consentita di non più di un paio di minuti, scoprivi solo al termine delle 15 ore necessarie per lo scaricamento, con grande disappunto, che pensavi di aver scaricato un video musicale e invece ti ritrovavi sullo schermo un pornazzo. O viceversa, a seconda delle aspettative del momento.
Per chattare all’inizio si usava Icq, ma era per pochi eletti, quando è arrivato Msn è li che le cose si sono fatte serie. I primi social network utilizzati sono stati MySpace e Fotolog”.

E voi? Avete un ricordo nitido della vostra prima, “stupefacente”, navigazione in Rete? Raccontatecela…dai!

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 aprile 2016
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Le prime BBS pubbliche, i 9600 baud rate che ti consentivano di accedere ad un mondo sconosciuto…l’epoca in cui gli aggiornamenti dei sistemi operativi li prendevi su floppy magnetici da 3,5 pollici…dove 1,44 Mbyte di dati erano un sacco di roba.
    Se volevi chattare c’era il Videotel e quel giorno a SMAU lo usai per ore scrivendo a chissà chi, parlando di tutto.
    E questo era già fantascienza per chi proveniva pochi mesi prima da un altro capostipite e leggenda dell’informatica…il Commodore 64. In 64 Kbyte di memoria ci girano dei capolavori, Out Run, Turrican e Ghosts & Goblins.
    E ti sembrava un miracolo della tecnologia che una semplice cassetta a nastro potesse contenere simili capolavori di giochi sviluppati semplicemente da pionieri dell’informatica.
    Mi ricordo il primo Apple II , sembrava di essere entrati in Odissea nello spazio di Kubrick…la fantascienza era diventata realtà e non c’era ancora internet se non nei contesti universitari.
    Ora basta uscire di casa ed acquistare un semplice smartphone per avere più connettività, memoria, potenza di calcolo e funzionalità. Quello che non abbiamo più e la sensazione di utilizzare qualcosa di unico, di innovativo ed essere tra i pochi ad accedervi per la prima volta. Ora la tecnologia è diventata di massa ma di contrappunto è diventata noiosa, sterile e quindi per assurdo superflua. Una volta chiamavo amici quelli veri, quelli che insieme a te stavano alzati fino a notte a sperimentare con comandi come PUSH, POP, POKE….(chi conosce l’informatica capirà)…..ora chiamiamo amici anche dei semplici contatti che non abbiamo mai visto in faccia e con cui condividiamo solo amenità, meme, like e faccine.
    Un altra epoca purtroppo destinata a scomparire nell’oblio.