È morto Giacomo Becattini “il padre” dei distretti industriali italiani
Un vero intellettuale che con i suoi studi è stato grado di aprire una varco nuovo nella comprensione del fenomeno economico del Belpaese
L’economista Giacomo Becattini era nato nel 1927 a Firenze e nell’università del capoluogo toscano aveva insegnato Economia politica fino al 1999. Se ne è andato a 90 anni, dopo aver dato un contributo fondamentale alla comprensione della realtà dei distretti industriali italiani. Un vero intellettuale che con i suoi studi è stato grado di aprire una varco nuovo nella comprensione del fenomeno economico del Belpaese, andando ben al di là dell’analisi economica tradizionale. Un innovatore nel metodo e nella lettura della realtà.
Accademico dei Lincei, è stato fondatore dell’Irpet (Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana) e della Libera Scuola di Artimino sullo sviluppo locale dove si incontrano studiosi di diversa estrazione culturale. Dal 1993 al 1995 è stato presidente della Società italiana di Economia. È stato insignito di numerosi premi e onorificenze, fra cui il premio internazionale della Swedish Foundation for Small Business Research di Stoccolma, la cittadinanza onoraria del Comune di Prato, il Pegaso d’oro straordinario della Regione Toscana. È stato uno dei massimi esperti mondiali del pensiero degli economisti inglesi vittoriani e in particolare di Alfred Marshall.
Ha incrociato questi studi con quelli sullo sviluppo economico della Toscana e dell’Italia, dando vita, a partire dagli anni Settanta del secolo scorso, a uno dei filoni di ricerca e di politica economica più fertili degli ultimi decenni, cioè quello che ruota intorno ai concetti di distretto industriale e di sviluppo locale. Tale filone di studi ha acquistato presto risonanza mondiale, combinandosi con il crescente interesse di ricercatori di molti paesi e di molte discipline delle scienze sociali, oltre che di amministratori ed operatori, per un approccio allo sviluppo economico fondato sulla realtà dei rapporti sociali, culturali ed economici nella vita delle società locali, e mirato alla crescita della solidarietà e al rispetto dei beni comuni. (Fonte: Università di Firenze)
Becattini è stato autore e promotore di numerosissime pubblicazioni scientifiche e divulgative su questi temi a livello nazionale e internazionale. Il suo ultimo libro è stato “La coscienza dei luoghi. Il territorio come soggetto corale” pubblicato per Donzelli. «La coscienza di luogo – scrive Becattini – è un passaggio intermedio per riacquistare la responsabilità sociale e può riaprire la strada a una visione della società che vada oltre il mercato. Ad esempio verso un’economia cooperativa. La quale si fonda su un concetto limpido: la produzione è un fatto sociale e quindi una manifestazione di cooperazione fra soggetti».
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