Al villaggio Cagnola, alle Pizzelle e alla Rasa, mentre arriva l’estate

Il tradizionale reportage naturalistico del nostro lettore Teresio Colombo, tra le fioriture della piena primavera

Teresio Colombo al villaggio Cagnola, alle Pizzelle e alla Rasa

Il tradizionale reportage naturalistico del nostro lettore Teresio Colombo

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Teresio Colombo al villaggio Cagnola, alle Pizzelle e alla Rasa 4 di 18

 

Al villaggio Cagnola, alle Pizzelle e alla Rasa
Il giorno 18/5 approfittando della giornata calda e limpida mi reco al Villaggio Cagnola alla Rasa di Varese, la fermata dell’autobus è proprio all’ingresso del villaggio, inizio la salita dalla strada, in terra battuta principale e arrivato in cima al primo tratto dove il tempietto, monumento in stile classico, ricorda l’inizio del percorso in memoria dei caduti della prima guerra mondiale vedo la Cariofillata comune (Geum urbanum) (01) una rosacea che spesso viene dimenticata pur essendo state riconoscendo le sue proprietà astringenti e di febbrifugo nonché le sue proprietà di tonico sin dalla prima metà dell’800; vicino trovo un cespuglio di Vinceotossico comune (Vinceotossico hirundinaria) (02,03) questa piccola pianta ci accompagnerà fino all’autunno quando aprendo i suoi baccelli disperderà al vento numerosi semi, in passato anche questa ha avuto un ampio utilizzo nella farmacopea almeno fino a quando ci si è resi conto della tossicità di questo vegetale; a questo punto prendo il tratto in piano a destra della strada e, prima della zona paludosa imbocco la scalinata sulla sinistra quando alla penultima svolta mi accorgo della presenza di un Nido d’uccello (Neottia nidus-avis) (04,05) non freschissima ma con i fiori completamente dischiusi, questa orchidea, abbastanza comune nel Parco, ha la caratteristica di non avere parti in grado di elaborare la clorofilla per cui necessitano della convivenza con altre piante da cui ricavano la linfa; nello stesso punto, ma a destra della scalinata è presente una colonia, ne ho contate 18 piantine di cui alcune appena spuntate altre alte più di 50 cm, di Fior di legna (Limodorum abortivum) (06,07) questa orchidea come la precedente è priva di clorofilla per cui deve vivere in simbiosi con altre piante dalle quali trarre il nutrimento necessario, il fatto che non sempre i fiori riescano a completare il loro ciclo di vita ma si limitano ingiallire sulla pianta si dovuto alle escursioni termiche a cui la pianta è soggetta; soddisfatto da queste riprese di fiori termino la scalinata e riesco sul sentiero dove ricerco le Listere orchidee fino a qualche anno fa abbastanza numerose ma ormai scomparse da questa posizione, vedo un bel Pigamo colombino a circa 20 m di distanza ma decido di trascurarlo perché non me la sento di scavalcare il muretto di contenimento a bordo strada, procedo e vedo un Ciclamino delle Alpi (Cyclamen purpurescens) (08) una primulacea decisamente in anticipo rispetto ai tempi normali della sua fioritura, lo fotografo e vado avanti senonché sul bordo a sinistra della strada vedo un Giaggiolo susinario (Iris graminea) (09) riprendo questa bellissima iridacea con una foto dall’alto, non sono contento perché mi sembra che non venga evidenziata la linea di questa bellissima piantina ma il primo tentativo di portarmi più in basso provoca una perdita di equilibrio e conseguente caduta e rotolamento per un paio di metri, mi rialzo quasi subito ritrovo gli occhiali e la scarpa e con una certa fatica risalgo e faccio le foto che mi interessano; vado più su fino ad incontrare il bivio per la statua dove nel pianoro dove mi aspettavo di trovare qualche ofride fiorita ho invece trovato erba che stava perdendo l’umidità sotto il sole, percorro tutto il tratto pianeggiante fino alla statua dal ci basamento fuoriesce un cespuglio di Garofani selvatici (Dianthus sylvestris) (10) questa cariofillacea è comune in tutto il parco; nella discesa mi fermo un attimo a fotografare alcuni esemplari di Eliantemo maggiore (Heliathemum nummularium) (11) una cistacea comune in tutto il territorio varesino.

Il giorno 21, con mia moglie scegliamo di fare un giro alle Pizzelle, poco prima di sbucare nel pratone scorgiamo alcune Cefalantere bianche (Cephalanthera damasonium) (12) questa orchidea è simile alla maggiore da cui si differenzia per le foglie oblunghe ed ovali, dai fiori meno numerosi e più radi, i tepali leggermente gialli, è decisamente più rara della maggiore anche se devo ammettere che qualche esemplare l’ho trovato nell’area urbanizzata di Varese negli scorsi anni; continua il giro vedendo l’aquilegia rosa che penso sia il frutto di piante sfuggite da coltivazioni locali in anni precedenti, ho rivisto l’Erba perla azzurra, malgrado le ricerche non ho trovato traccia di alcuni tipi di orchidee che pensavo di poter ritrovare così come i gigli sono del tutto poco sviluppati e in numero nettamente inferiore all’anno precedente, un poco disilluso per non aver trovato quello che cercavo raggiungo la funicolare per fare ritorno a casa anche se una bellissima sorpresa mi coglie all’arrivo della stessa, un cespuglio di Rosa a foglie coriacee (Rosa caesia) (13) che è la prima rosa a fiorire nel parco.

Il giorno 24, mi reco alla Rasa di Varese per verificare alcune fioriture, arrivato al sentiero per raggiungere il monte Chiusarella mi accorgo che appoggiato alla recinzione una pianta di Tamaro (Tamus communis) (14) è n posizione tale da poter fare una foto significativa della pianta che noi conosciamo per i suoi frutti tossici ma tali da risultare un ornamento per la vegetazione che si prepara al riposo dell’autunno, meno conosciuta è la sua azione vasodilatatoria atta a favorire le situazioni di infiammatorie come sostenuto nel “Prontuario pratico di fitoterapia e terapie naturali” del dr. G. Peroni; poco più avanti ho l’occasione di fotografare un esemplare di Piantaggine lanciuola (Plantago lanceolata) (15) con ancora pochi che la ricercano per fare gustose insalate quasi nessuno la ricerca per le sue proprietà terapeutiche tanto vantate in epoca romana e medioevale; finalmente incontro il Dittamo (Dictamus albus) (16,17) questa rutacea è nota per la bellezza dei suoi fiori si trova abbastanza comunemente si trova abbastanza comunemente nei prati oltre i 500 m di altitudine sotto gli 800, lo stelo fiorale può in taluni casi superare il m. di altezza; interessante è il Colchico d’autunno (Colchicum atumnale) (18) di cui nella foto vediamo foglie e frutti mentre i fiori si sono aperti a settembre, ottobre dello scorso anno; e in attesa dell’autobus colgo l’occasione per fotografare un esemplare di Farinello comune (Chenopodium album) (19) che cresce a bordo strada.

Teresio Colombo

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 maggio 2017
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