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Il presidente della commissione ambiente Luigi Federiconi ha deciso: presenterà una nota scritta al Sindaco per sollecitare un intervento al castello di Belforte. Le intenzioni dell’esponente di AN erano già note, ma la sua determinazione è stata enunciata chiaramente al termine del sopralluogo della commissione ambiente avvenuto questa mattina. Presenti, oltre a Federiconi e ai commissari, l’architetto Ovidio Cazzola, presidente della sezione varesina di Italia Nostra, e una delle proprietarie, Anna Tenconi Fasoli. La querelle del castello si protrae da anni, con alterne vicende, ma con un sostanziale immobilismo che ha portato la costruzione ad un livello di fatiscenza ormai non più tollerabile, e molto pericoloso per l’incolumità cittadina. La soluzione del problema, però, non è a portata di mano e ciò a causa delle divisioni tra gli eredi, non unanimi nella scelta di donare alla collettività questo prezioso bene architettonico- artistico. In particolare, un ramo della discendenza di Carlo Tenconi si oppone alla cessione gratuita. La questione è ora quella di stabilire qual è la volontà dell’Amministrazione nei riguardi di questo monumento. Recuperare il castello non è, in effetti, opera di basso costo. Ci potrebbero essere finanziamenti da parte della Regione, dello Stato o dell’Unione Europea. Sono ipotesi, però, che vanno scandagliate e il cui esito non è scontato. Da anni, ormai, si sente parlare di recupero, ma , ad oggi, non esiste alcun progetto o idea di quella che potrebbe essere la destinazione, e ciò a causa, soprattutto, delle divisioni tra gli attuali proprietari. Speriamo solo che non ci siano anche altri interessi, non meno ostici se confermati, che spingano perché il colle non diventi zona di interesse archeologico o artistico. Quello che sembra sicuro, è che, entro breve, il castello dovrà essere messo in sicurezza, volenti o nolenti i proprietari che potrebbero anche vedersi recapitare un’ordinanza sindacale. Attualmente esistono 200 milioni che l’Iper ha messo a disposizione per proteggere le rovine dalle intemperie. Occorre solo fare il primo passo: la struttura non può più attendere.
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