Area mercato, un buco nero per le casse dell’Amsc?
L'azienda aveva previsto 156 milioni di utile ma il mancato utilizzo ha reso gratuita la sosta. E' l'ultimo smacco della Caporetto viabilistica di dicembre
La rivoluzione della sosta nella zona stazione sta creando alla giunta comunale e ai cittadini una quantità di problemi. Il nuovo parcheggio dell’area mercato é deserto, considerato dagli automobilisti troppo lontano dalla stazione nonostante il bus navetta gratuito. In più, l’eliminazione dei posti auto in piazza Giovanni XXIII ha fatto imbestialire i commercianti della zona, che si sono trovati privi della fascia centrale di parcheggi. Le preoccupazioni ora si spostano sul versante finanziario. L’azienda multiservizi Amsc, che ha in carico, tra le altre, anche l’area sosta di via Torino (area mercato), aveva infatti stimato nel bilancio di previsione 2001, per la gestione del parcheggio, una perdita di 40 milioni e un ricavo di di 156 milioni. Ma il fallimento dell’iniziativa, almeno per ora, ha costretto la giunta a rendere gratuita la sosta nei mesi di dicembre e gennaio per incentivarne l’uso. Se le cose non cambieranno l’Amsc potrebbe così ricevere un conto molto salato dall’intera operazione. L’allarme lo lancia Angelo Luini (Ape). "Visto che l’area mercato oggi non prevede pagamento della sosta – afferma il consigliere comunale – la perdita sarà di 196 milioni di lire". La situazione é davvero difficile. L’amministrazione comunale, per mezzo dall’assessore all’urbanistica Nicola Mucci (l’assessore alla viabilità Dante Praderio é fuori città), fa sapere che a metà gennaio l’assessorato competente esaminerà l’intero pacchetto parcheggi per correggere una situazione che oggettivamente sta facendo acqua da tutte le parti. Ma il tempo stringe. Solo sul versante economico, i mancati introiti dei parcheggi, con l’andar del tempo, creeranno non pochi problemi alle casse dell’Amsc, e le cifre fatte da Luini potrebbero diventare realtà. I 265 posti di via Torino sono un vero fallimento. Solo per fare un esempio, ieri alle 17, c’erano solo 31 automobili in sosta. Ma anche nei primi 20 giorni di dicembre il parcheggio é risultato clamorosamente sottoutilizzato e il bus navetta semivuoto. In piazza Giovanni XXIII, poi, si è creata una situazione ibrida che non accontenta nessuno. "Hanno ripristinato la sosta nelle file laterali interne, ma non si sa se é a pagamento o meno" spiega Gianna Piantanida, proprietaria, dal 1973, del negozio di fiori sotto i portici. "Siamo davvero delusi dalla giunta – continua – ci hanno tolto parcheggi perché dovevano spostare il mercatino ambulante da largo Risorgimento, ma anche gli ambulanti sono arrabbiati perchè qui non vogliono venire". Dal comando dei vigili precisano che, dopo l’ordinanza del 22 dicembre, la situazione é la seguente: nelle file laterali esterne vale il parcheggio a pagamento a tempo determinato, in quelle laterali interne la sosta é gratuita e libera nel tempo mentre lungo l’asse centrale permane il divieto di sosta. Il tutto fino a nuova ordinanza. Come se non bastasse non sono mancate le proteste per l’obbligo di svolta a destra in uscita dalla piazza. Con il risultato che chi deve dirigersi verso Busto è costretto a tornare in largo Risorgimento. Tornando al problema della sosta, sono in molti oggi a chiedersi dove vadano a finire tutte le automobili dei pendolari che rifiutano il parcheggio in via Torino. Secondo alcuni osservatori si innesca una caccia spietata al posto auto in tutte le vie a ridosso della stazione. Quelle stesse vie che la giunta potrebbe disseminare di parcheggi a pagamento per recuperare la perdita dell’Amsc park dell’area mercato. In questa Caporetto della viabilità, i commercianti di piazza Giovanni XXIII, per trovare una via d’uscita, hanno intenzione di chiedere al sindaco l’instaurazione di una zona parking utilizzando gli spazi dello scalo merci Fs, e cioé la fascia dietro la Galleria d’arte. L’idea non dispiace all’essessore Mucci. "Prima delle feste natalizie ho avuto un incontro con due dirigenti delle Ferrovie dello stato per analizzare il problema. Ora faremo delle verifiche per capire se ne abbiamo davvero bisogno". Dal canto loro, le Ferrovie devono analizzare la situazione dello scalo merci, che appare sottoutilizzato. Il tutto procederà di pari passo con la conferenza dei servizi sul piano Hupac, già avviata da qualche mese. Ma i tempi non sono certo brevi. Nel frattempo, la rivoluzione della sosta, ad un primo bilancio di fine vacanze natalizie, mostra tutte le sue pecche. |
|
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
GianPix su Un quaderno per chi ne ha bisogno: arriva a Varese lo “zaino sospeso”
Felice su Varese è la “capitale dei cani” in Insubria: oltre 9mila gli amici a quattro zampe registrati
lenny54 su Anche Laveno rompe il silenzio su Gaza
Felice su Anche Laveno rompe il silenzio su Gaza
fracode su Varese ancora in piazza per la Palestina: "Rompiamo il silenzio contro il genocidio"
Giuseppe Mantica su Un futuro nella musica per il cardiologo dell’ospedale di Gallarate Giovanni Gaudio in pensione a fine anno
Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.