Niente case popolari in viale Belforte. Restano inutilizzati 11 miliardi

Fumagalli conferma la rinuncia, ma dovranno essere individuati nuovi terreni: sono 1000 le domande di alloggi inevase

In viale Belforte non nascerà un nuovo quartiere di case popolari. Il Comune di Varese ha infatti rinunciato all’ipotesi di cedere all’Aler (l’ex istituto per l’edilizia pubblica) l’area del macello Civico per costruirvi una serie di alloggi da destinare a famiglie disagiate. Viene in questo modo disinnescata una polemica che circa un anno fa aveva tenuto banco dentro il consiglio comunale (costò anche la poltrona all’allora assessore all’urbanistica Cristina Cantù) ma anche tra gli abitanti di Belforte, contrari all’insediamento. D’altro canto bisognerà individuare altre aree da destinare all’edilizia sovvenzionata, poiché le famiglie che ancora chiedono una casa popolare a Varese sono un migliaio e paradossalmente l’Aler ha nelle sue casse oltre 10 miliardi inutilizzati. Il definitivo no alle case nell’ex Macello viene confermato dal sindaco Aldo Fumagalli: "E’ un impegno che abbiamo assunto ufficialmente, già contenuto nel bilancio. Visto che il progetto non ha incontrato il gradimento degli abitanti della zona, cercheremo altre soluzioni, sia per riqualificare quell’area abbandonata, sia per rispondere alle esigenze dell’Aler. Con i dirigenti dell’ente abbiamo in programma un incontro nei prossimi giorni. La nostra ipotesi è di offrire loro non terreni ma case o immobili già di nostra proprietà ma da ristrutturare. Trovo giusto che sia data la precedenza al recupero del patrimonio edilizio esistente, anche se i costi sono maggiori; resta invece valida l’idea di cedere all’Aler piazzale Staffora, che già faceva parte dell’accordo iniziale". Come detto, la domanda di alloggi resta alta: negli uffici dell’Aler sono circa 1000 le domande senza risposta, relative alla sola zona di Varese; rispetto al passato è cambiata la tipologia di chi bussa per ottener eun alloggio pubblico: la fasce di reddito sono sempre medio basse (per legge il richiedente non può dichiarare oltre 30 milioni lordi l’anno) ma è aumentata notevolmente la fascia degli extracomunitari. Attualmente mancano solo i terreni su cui costruire queste case, poiché i soldi addirittura abbondano: nelle casse dell’Aler di Varese ci sono già 11 miliardi pronti per essere investiti, nel corso del 2001 dovrebbero entrarne altri 6 o 7, frutto della vendita di case a inquilini che ne hanno fatto richiesta. La scelta della zona in cui costruire le case si è rivelata però il proverbiale albero di Bertoldo: non si trova mai quello giusto, poiché l’arrivo di famiglie a basso reddito ha sempre scatenato il malcontento dei residenti. Se da Palazzo Estense non dovessero giungere risposte, l’esito della vicenda sarebbe uno solo: l’Aler potrebbe decidere di spendere i suoi miliardi lontano da Varese, in altri comuni (di ogni colorazione politica) che hanno già messo a disposizione le aree per gli alloggi popolari.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 08 Gennaio 2001
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