Dal Forte di Orino, il freddo che non si sente davanti a un panorama che incanta
Luca Sacchet ha sfidato il gelo per catturare i colori intensi di una sera d’inverno. Il Forte di Orino, amato da escursionisti e fotografi, è diventato nel tempo simbolo di un territorio dove memoria, natura e cammino si intrecciano
“Sono rimasto lì finché le dita delle mani sembravano staccarsi dal freddo. Perché i colori erano una meraviglia. Ho catturato quel che ho potuto, col telefono”.
Luca Sacchet regala scatti notevoli e immortala la nostra provincia da ogni angolo. Lui predilige la montagna e appena può sale più in alto che può e si prende il gusto di guardare al mondo con curiosità e passione. La sera del 10 gennaio era al Forte di Orino, uno dei punti più suggestivi del parco del Campo dei Fiori.
IL FORTE DI ORINO
Affacciato tra i boschi del Parco Campo dei Fiori, il Forte di Orino è oggi una delle mete più amate dagli escursionisti che salgono da Varese, dalla Valcuvia e dal lago di Varese. Dalla sua spianata lo sguardo corre libero verso le Prealpi, le cime del Rosa e, nelle giornate più terse, fino alla pianura lombarda.
Un forte senza mura
Non è un castello nel senso classico, ma un grande piazzale fortificato, con un muro di protezione e le nicchie dove trovavano posto i pezzi di artiglieria. Di edifici chiusi non è rimasto quasi nulla: quello che colpisce è piuttosto la forma del luogo, l’affaccio, i ruderi bassi che raccontano una funzione militare pensata più per controllare che per difendere a oltranza.
La Linea Cadorna e la guerra mai arrivata
Il Forte di Orino fa parte della cosiddetta Linea Cadorna, la frontiera grande nord costruita durante la Prima guerra mondiale per fronteggiare un’eventuale invasione austro‑tedesca attraverso la Svizzera neutrale. Furono investiti soldi, cemento e lavoro per un sistema di trincee, postazioni e strade militari che, qui come altrove, non venne mai davvero usato in combattimento, se non per poche scaramucce tra partigiani e reparti nazi‑fascisti nella Seconda guerra mondiale.
Sentieri della pace e cammini di oggi
Oggi la vecchia frontiera è diventata un “Sentiero della Pace”: le strade militari che portavano i soldati al fronte sono percorsi escursionistici che uniscono grotte, boschi, cappelle e piccoli paesi. Dal Sacro Monte si arriva al Forte seguendo il sentiero 301, la vecchia strada militare pianeggiante, oppure si sale da Orino, Cocquio, Gavirate e Comerio lungo una rete di tracciati che hanno trasformato un’opera di difesa in un corridoio di cammino e turismo lento.
Un luogo simbolico per il territorio
In pochi chilometri si passa dalle cappelle del Sacro Monte ai resti di una fortificazione del Novecento, e poi giù verso i paesi della valle: un concentrato di storia religiosa, militare e civile che racconta molto dell’identità di questo pezzo di Varesotto. Per chi vive qui, il Forte di Orino è insieme palestra all’aria aperta, aula di storia a cielo aperto e punto di riferimento affettivo, una meta che si torna a visitare stagione dopo stagione
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