Lo sfogo di una madre di Gavirate: “È vietato giocare nei boschi?”

Nella "Lettera al direttore" una madre spiega: "Che fastidio possono dare 4 ragazzini che si divertono ad andare in bici? Ci lamentiamo che questi giovani stanno attaccati ai videogiochi e poi rompiamo le scatole a chi sta all’aria aperta"

MTB bambini bambino mountain bike

C’è un paradosso che attraversa spesso le nostre comunità: ci preoccupiamo per il tempo che i giovani trascorrono isolati davanti a uno schermo, ma siamo pronti a segnalare come “disturbo” i loro tentativi di vivere il territorio in modo attivo e creativo. A Gavirate, una piccola iniziativa spontanea di un gruppo di giovani appassionati di mountain bike si è trasformata in un caso di intolleranza di vicinato, sollevando interrogativi su quale tipo di frequentazione vogliamo davvero per i nostri polmoni verdi.

Pubblichiamo di seguito la lettera di una madre, una riflessione sulla sicurezza e sul senso del limite: meglio il rumore delle ruote e le risate dei ragazzi o il silenzio inquietante dei boschi lasciati in mano al degrado?

Gentile Direttore,

vivo a Gavirate e mio figlio, con i suoi amici, si diverte andando in giro in bici, soprattutto nei boschi. Uniti dalla passione per la mountain bike hanno individuato un pezzo di bosco, dove hanno costruito qualche salto col fango e hanno appoggiato una tavola di legno su due mattoni per creare un salto.

Un contadino che abita lì vicino li ha minacciati di chiamare la guardia forestale se non portavano via tutto, e oggi, dopo una settimana dalla minaccia, non hanno trovato più nulla.

Allora mi chiedo, che fastidio possono dare 4 ragazzini che si divertono ad andare in bici? Ci lamentiamo che questi giovani stanno attaccati ai videogiochi e poi rompiamo le scatole a chi sta all’aria aperta. Come sappiamo i nostri bellissimi boschi sono pieni di spacciatori e a questo punto mi viene da dire che se queste sono le persone che abitano qua, allora si meritano gli spacciatori.

Mi scuso per lo sfogo ma è veramente deprimente sapere che è vietato giocare all’aria aperta come facevamo noi da piccoli!

Vittoria Paolini

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Pubblicato il 25 Marzo 2026
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  1. Avatar
    Scritto da Guido30

    Egr.Direttore,
    alla signora che si lamentava nella Sua rubrica perchè un contadino aveva smantellato la pista di downhill che suo figlio con alcuni amici aveva costruito sul suo fondo vorrei sinteticamente far presente che:
    1- In Italia esiste ancora la proprietà privata, facciamocene una ragione.
    2- Il proprietario del fondo può essere chiamato a risarcire di tasca sua i danni che un’altra persona si procura sul suo fondo (clamorosi alcuni casi in cui i magistrati hanno condannato il proprietario di casa a risarcire i danni che si era accidentalmente procurato il ladro entrato di nascosto, per esempio scivolando sulle scale)
    3- Noi proprietari di boschi ci troviamo spesso piste abusive sui nostri fondi. Non nascono in una notte ma spesso sotto l’occhio indolente di parecchie Amministrazioni pubbliche e causano molti danni. Se cogliamo sul fatto la squadra (di solito ben organizzata: c’è chi taglia le piante, chi decespuglia, chi soffia via le foglie etc.) spesso finisce a male parole. Personalmente, per avere difeso i miei boschi, mi son preso insulti e sputi (motivo per cui non mi firmo). Queste piste distruggono la flora, disturbano la fauna e alterano il decorso delle acque piovane, asciugando zone umide e rendendo umide zone secche, a volta con gravi conseguenza idrogeologiche.
    4- Se l’alternativa per la signora è fra danneggiare i boschi altrui col down hill e rimbecillirsi con lo smartphone (io da bambino non facevo nè l’una nè l’altra cosa ma stavo comunque all’aria aperta), beh, allora al suo posto mi porrei qualche domanda come Educatore di mio figlio.

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