Crollo di Orban in Ungheria, il senatore Alfieri: “Una sconfitta che va oltre i confini ungheresi”
Il senatore varesino ha seguito in diretta le votazioni e lo spoglio all'interno della missione Osce. Al termine dello scrutinio ha raggiunto la folla radunatasi davanti al parlamento
Schiacciante vittoria in Ungheria del leader dell’opposizione ungherese, Peter Magyar. Nelle elezioni che si sono svolte ieri, domenica 12 aprile, ha conquistato la maggioranza dei due terzi dei seggi.
Tisza si aggiudica 138 seggi, oltre i due terzi dei 199 in palio. Viktor Orban, con il suo Fidesz, si ferma a 55. In termini percentuali, Magyar si è imposto con il 53,6% dei consensi, contro il 37,7% di Orban. All’ultradestra va il 5,9%.
Il commento del senatore Alessandro Alfieri che ha seguito in diretta le votazioni e lo spoglio nell’ambito della missione dell’Osce incaricata di monitorare le elezioni in Ungheria.
«Orban ha perso pesantemente! Non solo a Budapest, ma anche in molte contee che in passato sono state dei suoi feudi. Non è bastata la paura della guerra inculcata da spot e manifesti in tutto il Paese per coprire le difficoltà economiche, con l’inflazione che sta picchiando duro sul potere d’acquisto di chi ha reymedio bassi. Nè sono servite le dichiarazioni di Trump e Vance che avrebbero garantito loro le risorse bloccate dall’Unione Europea per le violazioni dello stato di diritto.
Tisza, il giovane partito rivitalizzato da Peter Magyar, è riuscito invece a mobilitare un elettorato trasversale e in particolare i giovani sotto i trent’anni. Puntando a trasmettere l’idea di un fronte pro democrazia in cui moltissimi elettori si sono ritrovati, a prescindere dalle loro appartenenze partitiche. A questo si aggiunga il fatto che Magyar, avendo militato fino a poco più di due anni fa in Fidesz, non ha spaventato molti elettori di centrodestra, anzi ha rappresentato un’alternativa credibile rispetto all’astensione per quei delusi del governo che mai avrebbero votato per un partito di centrosinistra. L’Ungheria può tornare alla normalità e ritrovare un dialogo positivo con l’Europa. Trump perde un alleato prezioso nel disarticolare l’Unione Europea e i sovranisti europei da questa sera sono più deboli: accuseranno il colpo di una sconfitta simbolica che inevitabilmente va oltre i confini dell’Ungheria!»
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La sconfitta (evviva) schiacciante di Orban pone fine alla quinta colonna russa in Europa, al tentativo di Putin di assoggettare gli Stati europei al suo sistema mafioso.
Solo alcuni nostri politici e gli USA di Trump avrebbero potuto schierarsi con un governo del genere mandandoci addirittura il vicepresidente a fare campagna elettorale. I soliti utili idioti delle dittature come li chiamo io.
Ungheria, ora si volta pagina e sarà un bene anche per la Ucraina e per la Europa tutta. Essere di destra non significa essere necessariamente anti Europa. Sono i nostri politici che privi di contenuti si schierano sempre contro le democrazie dove però vivacchiano allegramente e ne traggono profitto. L’Europa avrà tanti difetti ma non per questo dobbiamo tollerale politici che ogni momento non perdono occasione per demolirla.
Ora grazie alla rinascita ungherese siamo ancora più forti. Cerchiamo di non sprecare questa occasione.